BARDI COL CERINO IN MANO

0

Come era prevedibile, la larga consultazione voluta dalla Regione intorno alla Total, si sta incamminando verso benefici occupazionali, garanzie sui processi, e massima vigilanza nel monitoraggio, ma non tocca il problema principale che è lo sversamento delle acque di lavorazione nel Sauro , previo filtraggio di un depuratore interno all’azienda petrolifera. Come dire che si gira intorno al vero problema senza affrontarlo perché affrontarlo significa dover rivedere tutto, ivi compresa l’autorizzazione ambientale che ormai è vecchia di 8 anni e che andrebbe rivista in funzione delle novità tecnologiche nel frattempo introdotte negli impianti estrattivi di tutto il Mondo. Anche il Cova si sta muovendo nello stesso modo , costruendosi il suo depuratore e scaricando le acque ripulite nel depuratore consortile. Entrando , ancorchè ripulite, nel ciclo delle acque di superficie la destinazione finale di queste acque di risulta sono i due grandi laghi lucani, il Sauro che arriva alla diga di Senise e l’agri che arriva al Pertusillo. Il primo lago porta l’acqua all’agricoltura ed all’industria del metapontino e della Puglia (Ilva), il secondo porta acqua potabile al Metapontino e alla Puglia, servendo centinaia di migliaia di utenze. Che sull’attuale amministrazione regionale si stia scaricando un problema prima non sollevato è di tutta evidenza. Che a sollevare questo problema sia stato di fatto l’incidente avvenuto al depuratore consortile di Viggiano, è un’altra ovvietà. Non fosse accaduto oggi nessuno parlerebbe di questo problema, che è importante e vitale per le conseguenze che potrebbe avere in caso di incidente. I quali tra l’altro sono teoricamente previsti nella documentazione  necessaria per l’ottenimento del Via, ma sono cose studiate per i passaggi amministrativi e non per emergenze reali. In casi come questi una buona Amministrazione avrebbe dovuto prevedere e pretendere le periodiche simulazioni di rischio. cioè testare la macchina di emergenza per casi ipotetici di disastro ambientale, che sia uno scoppio, uno sversamento, un incendio sulle bocche di uscita del gas, un’emissione in atmosfera di sostanze quantitativamente superiori a quelle che un pezzo di popolazione può sopportare senza rischi per la salute e l’incolumità, oppure, com’è capitato uno sversamento di greggio nel terreno circostante. E’ inutile chiedere se in questi anni ci sia stata una sola simulazione dei 9 impianti a rischio , di aziende che riguardano lo stoccaggio di gas, o l’incenerimento o appunto le attività estrattive. Bardi a questo punto ha tutto il diritto di dire ,ma sinora dove siete stati? Mi volete far portare la Croce?. No, caro presidente è che finora l’intera questione è stata trattata e subita come un segreto di stato con una compagnia petrolifera che non ha fatto volare una mosca all’interno del recinto e ha combattuto con ogni mezzo chi si metteva di traverso. Dopo il fatto dello sversamento , la comunicazione si è dovuta vestire di nuove verità e, di fronte  ad esse,  c’è chi è rimasto col cerino in mano  per aver messo il petto avanti, prendendo la decisione di bloccare per quattro mesi l’attività estrattiva. Ora questo cerino continua a bruciare come la fiamma di Viggiano. E lo tiene Lei in mano.  Rocco Rosa

Condividi

Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Lascia un Commento