VIVERE DA CITTADINI E NON DA UTENTI

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Giovanni Benedetto

Ho accolto con piacere l’idea del Sindaco di Potenza di sperimentare una app per segnalare al Comune eventuali problemi, anche inviando foto sulle cose che non vanno.
Ancora adesso non sono molti i Comuni  che danno spazio all’ascolto dei cittadini nè per accogliere le segnalazioni nè per canalizzare e valutare il grado di soddisfazione degli utenti..
Si va avanti su un’organizzazione aziendale impostata dal fornitore dei servizi senza preoccuparsi molto, se non in maniera estemporanea, del feedback che potrebbe arrivare direttamente dal campo.
Sappiamo che l’organizzazione dei servizi comunali o della progettazione della viabilità e segnaletica urbana in una città a volte risolve dei problemi e ne crea altri, come per esempio i sensi unici consentono più scorrimento durante le ore di punta ma allungano il tragitto nelle ore normali.
Lo stesso ragionamento si può affrontare col trasporto pubblico che opera su tutto il territorio comunale composto da zone eterogenee tra loro sia come distanze, come densità e tipo di utenza e frequenza delle corse.
Capita quasi sempre, che quando parlano i cittadini tra loro dei servizi pubblici del comune, è più facile lamentarsi delle cose che non “vanno” rispetto anche a quello che di buono un’amministrazione somministra, non solo, ma la ” colpa” è sempre dell’altro, in questo caso del Comune.
Non sta a me verificare le cause e le inefficienze, che pure ci sono, e di cui il comune è responsabile, vorrei cambiare paradigma e provare a ribaltare il discorso parlando dell’inefficienza dell’utenza.
I servizi di cui discutiamo sono diretti e utilizzati in prima persona dal cittadino e il buon funzionamento dipende anche dal buon comportamento e dal senso civico dello stesso.
Di esempi ne possiamo fare tanti per comprendere che il traffico è in funzione della quantità di auto e dall’uso che ne facciamo. Se all’uscita o all’entrata delle scuole tutti si addensano in prossimità degli ingressi ad aspettare che il proprio figlio varchi la soglia del portone provocando una fila dietro, è un esempio di intralcio. Come esempio d’intralcio è l’uso dell’auto privata al posto del pulmino comunale.
L’accumulo fuori posto dei rifiuti urbani è un eclatante comportamento inurbano dei cosiddetti ” cittadini”.
Tanti sono i posti, sopratutto in periferia, che sono presi di mira dai “produttori d’immondizia” che preferiscono ” buttarla” vicino la porta dell’altro anziché la propria.
Poi ci sono i “produttori all’ingrosso” che fanno traslochi di intere stanze da letto o cucine che trovano gusto ad abbandonarla nei piazzali o ai margini delle strade, per non allungare di qualche kilometro per conferirla nel centro raccolta di Gallitello.
La città è una comunità, e per questo nessuno è corpo estraneo, siamo tutti chiamati a svolgere il nostro dovere di cittadini, avere senso civico significa collaborare con piccoli atteggiamenti ad rispettare il compito degli altri siano essi persone sia essa Amministrazione.

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Sull' Autore

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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