Quando parliamo di atteggiamento improprio che le Istituzioni lucane hanno tenuto con l’Eni e la Total il vento della polemica si alza sempre e solo sulla Regione, nascondendo il ruolo non secondario tenuto dai Sindaci della zona, investiti da una fortuna monetaria e , salvo poche eccezioni, dispostissimi a dare pure le mutande in cambio di soldi. Dalla loro avevano la ragione di un danno ambientale e di un danno alla salute dei cittadini , ragione che li ha messi in prima linea nella interlocuzione con le compagnie petrolifere. Ma sul come hanno operato in questa prima linea ci sono molti dubbi , al punto che appare alquanto ingenuo farsi dettare l’agenda del da farsi da persone che , alla luce dei fatti, avrebbero poco titolo a dare consigli. E’ nelle cose che il rapporto di molti Sindaci con le compagnie petrolifere è stato un rapporto di sostanziale sudditanza, non indirizzato a dare sviluppo alla Comunità ma a ritagliarsi posizioni di interlocuzione e quindi di privilegio in termini di persone da mandare al lavoro, di contributi ad iniziative comunali, di ditte da far lavorare. Questo scenario è apparso chiaro nelle indagini della magistratura in quel di Corleto, con un Sindaco che non ricorreva a artifici diplomatici o a raffinatezze lessicali per far capire agli interlocutori quello che voleva. Ma vogliamo credere che Corleto sia fuori del Mondo e che il Sindaco di quella cittadina sia stata una mosca bianca a volteggiare sulla marea nera del petrolio? O non vogliamo invece essere più realisti e parlare di un atteggiamento generale che non è fatto di grandi proposte o di grandi idee, ma di relazioni corte e di contatti di potere? Per non parlare poi dell’uso delle royalties e delle direzioni in cui si sono spese: direzioni in cui trovi di tutto fuorchè lo sviluppo del territorio, fuorchè la crescita dell’economia, fuorchè il mantenimento dei giovani. E dunque , se vogliamo davvero fare una analisi seria sul passato, per ricavarne esperienza , possiamo lasciare incontrollato questo fiume di denaro che si sparge per le piazze dei paesi senza che porti valore aggiunto, se non in termini elettoralistici a persone che sulla prospettiva di lavoro o sul contentino a questo o a quell’altro si fanno le campagne elettorali?. La questione dello sviluppo, basato sull’uso dell’energia a basso costo, sul gas nelle aree industriali, sull’incrementazione delle energie rinnovabili, deve avere una regia alta , su base regionale, o attraverso un’Agenzia , o attraverso un passaggio della materia alla SEL. Una cosa è il gas gratuito per le utenze domestiche ( che è all’insegna di un puro risarcimento) altra cosa è l’energia per lo sviluppo produttivo che non può essere un benefit soggetto alla discrezionalità dei sindaci. E in ogni caso, se vogliamo aprire una pagina nuova, conviene che si accendano i fari nelle direzioni giuste, per capire che cosa succede veramente nei territori. Rocco Rosa
I SINDACI DEL PETROLIO SONO I VERI DIFENSORI DEL TERRITORIO?
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