Il disegno di legge della Giunta regionale di riorganizzazione degli uffici è una iniziativa legislativa destinata a fare rumore nell’ambito giuridico perchè è un buldozer che rischia di abbattere definitivamente il fragile muro della divisione tra politica ed amministrazione, semplicemente portando sotto un unico comando sia la dirigenza a carattere fiduciario sia quella cosidetta stabile, perchè proveniente da concorsi per accedere alla pubblica amministrazione. Questo disegno di legge è frutto di due esperienze negative che hanno caratterizzato la riforma Bassanini, poi ripresa in parte dalla Madia: la prima è l’incapacità della politica di esprimere indirizzi precisi circa gli obiettivi cui l’amministrazione deve tendere nell’anno o nella legislatura; la seconda è l’assenza o l’incapacità di far funzionare un sistema di verifica e di controlli sulla rispondenza tra quanto programmato e quanto attuato. Nel sistema proposto da Bassanini, la cui riforma è formalmente ancora vigente ma sostanzialmente intaccata in più punti, la politica aveva il diritto di organizzarsi con persone fiduciarie per interloquire da pari a pari con l’Amministrazione burocratica, attraverso i cosidetti uffici di direzione politica , con persone assunte col criterio fiduciario e che erano soggette allo spoil system. Bardi ha semplificato il sistema portando tutto alle sue dirette dipendenze, perfino uffici che, per loro natura, sono autorità indipendenti come le autorità dei fondi europei, o uffici che ,nel dare il loro parere giuridico- legale, debbono avere garanzia sulla autonomia del loro ruolo di imparzialità . Siccome firmo io ed è tutto sotto la mia responsabilità, allora tutto deve dipendere da me, questo il ragionamento del Generale. Liberissimo di organizzarsi come crede, il problema che riguarda l’opinione pubblica lucana è duplice e riguarda: a) la mancanza di controparte in questa discussione sul superamento di leggi che sono ancora virtualmente presenti b) la compromissione dei diritti propri del dirigente pubblico che oltre ad assicurare lealtà al proprio Ente ,assicura anche il rispetto delle leggi e l’imparzialità connessa alla sua funzione. Chi si è lamentato sinora di dirigenti che si sono lasciati condizionare dal potere politico per fare carriera oggi non può non tremare di fronte ad uno stravolgimento completo del rapporto tra politica ed amministrazione , nel quale rapporto al dirigente è praticamente impedito di assumere in piena autonomia le singole decisioni amministrative senza il timore ed il condizionamento di sapersi “controllato” nel suo agire e nelle sue performance da parte del suo dante causa. Ma con tutti gli uomini di legge che compongono il Consiglio regionale, queste questioni non hanno diritto di esistenza!. O c’è un disegno più complesso di quanto il cittadino possa capire oppure c’è la tacita intesa di procedere all’insegna del “vai avanti tu, che a me viene da ridere”. Per me, se passa questo disegno di legge, Bardi mette una bandierina nella giurisprudenza italiana, di una Regione che abroga una legge nazionale. Rocco Rosa
BARDI STRAPAZZA LA BASSANINI. E TUTTI ZITTI
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