I fischi al Governatore Bardi venuti dalla platea di cava del Sole hanno sporcato un evento e hanno messo sotto i piedi proprio quel valore della cultura che la città ha posto come bandiera per tutto l’anno. Perchè la cultura è tolleranza, è comprensione, è capacità di discernere situazioni da situazioni, di contestualizzare singoli episodi, di sentire la responsabilità di un evento che doveva consegnare un successo internazionale e si è dimostrato incapace di ergersi sopra gli steccati di due province. Perchè le cose il messaggio che quei fischi hanno mandato è un messaggio intriso di campanilismo, di tifo da stadio e di ragionamenti da bar come quello , specioso e insulso, di un Capodanno fatto a Potenza e di un regalo natalizio fatto a via Pretoria. Per una città che ha avuto qualcosa come cento milioni, e che , insieme ai soldi, ha fruito della partecipazione e della solidarietà di tutti i comuni della regione, nessuno escluso, chiudere l’anno con questo comportamento da poveracci è una offesa non solo a Bardi ma a Matera stessa, dimostratasi , proprio alla fine, inadeguata al ruolo che gli era stato affidato. Evidentemente qualcuno si è montata la testa e si è scordato che il recupero della centralità di Matera non è frutto di una vincita all’Enalotto, ma di un percorso che ha visto una classe politica regionale, di cui Bardi è solo il rappresentante attuale, impegnata oltre misura per disegnare e realizzare una idea di sviluppo di una città fondata sul recupero del suo territorio, sulla corretta narrazione della sua storia, sulla individuazione delle leve infrastrutturali, economiche e culturali capaci di farla salire all’attenzione dell’Europa. Quando il presidente Bardi ha deciso di nominare un materano a capo dell’amministrazione dell’Apt, come riconoscimento di un lavoro che ancora deve continuare, i potentini non sono andati a fischiare sotto il palazzo di viale Verrastro, ritenendola una decisione responsabile e che non privilegiava questo o quello ma serviva alla Basilicata intera. Oggi, per una vicenda da quattro soldi, si è dato vita ad uno spettacolo di provincialismo impressionante e che , appunto, ha rovinato una festa. Forse sarebbe opportuno che il Consiglio comunale presentasse scuse formali per questo stupido e volgare episodio, giacchè le parole di de Ruggieri, forse perchè colto di sorpresa, non sono state particolarmente efficaci. Rocco Rosa
I FISCHI A BARDI A MATERA: GRETTO PROVINCIALISMO, ALTRO CHE CITTA’ DELLA CULTURA!
0
Condividi