Che Italia Viva si smarchi dalla revoca della concessione ad Atlantia non solo è la riprova di come questa maggioranza sia appiccicaticcia, ma è il primo vero segnale di una strategia che deve portare Renzi sulle posizioni di centrodestra, passando magari prima attraverso un Governo di solidarietà nazionale. Renzi e Giorgetti hanno usato le stesse parole , e cioè che una eventuale revoca può essere presa solo all’esito dei processi, cioè quando la proroga della concessione sarà scaduta di fatto. Non modifica questo atteggiamento la relazione della Corte dei Conti che praticamente sottolinea ( un po’ tardivamente) che la società Autostrade ha dolosamente risparmiato qualcosa come venti miliardi di manutenzione straordinaria ,rendendo l’intera rete da lei gestita un colabrodo, ma ha operato, insieme al governo perchè la convenzione non fosse resa pubblica e fosse praticamente secretata. Solo dopo i morti di genova, dice la Corte, si è provveduto alla loro integrale pubblicazione. Ora se mettiamo in fila i 40 miliardi di utili che Atlantia ha realizzato, di cui 20 sarebbero tecnicamente una sottrazione allo Stato e all’interesse pubblico, se ci aggiungiamo che per venti anni i contratti sono rimasti sepolti per evitare sguardi indiscreti, ne deriva che gran parte della politica , ai massimi livelli, non è stata coinvolta a sua insaputa, ma è stata consapevole e consenziente rispetto ad un contratto di concessione che ha tolto ogni vincolo e ogni peso al contraente privato, evitando perfino i controlli sulla osservanza delle cose pattuite. La corte dei Conti parla di area grigia , ma in Parlamento anziché cercare di rischiarare quell’area, si sta già organizzando una maggioranza che vuole lasciare le cose come stanno vanificando il tentativo dei cinque stelle di fare la più grande operazione di pulizia che l’Italia ricordi. Il fatto che da parte dei partiti di centro destra non si propongano soluzioni di compromesso quali la ridiscussione del contratto di concessione con l’obbligo di effettuare tutti gli interventi di manutenzione straordinaria ritenuti necessari ( un piano da venti miliardi di euro) è segno che si vuole costringere i cinque stelle a fare la crisi di Governo, nonostante tutte le assicurazioni di Renzi a Conte di stare sereno. Qualche commento mi piacerebbe che venisse da chi al Sud si è sempre lamentato della mancanza di infrastrutture, salvo poi accettare la contraddizione di salvare il sedere a chi in questi anni ha operato di fatto contro il Sud, così come bisognerebbe spiegare perché Italia viva nega l’appoggio a Emiliano. La verità è che c’è la politica e c’è il potere e molti sembrano disposti a fare carte false per riprenderselo.
.rocco rosa