Che sul nuovo stadio si parli di speculazione , facendo intravedere ombre dietro le spalle di Caiata, non è né giusto né corretto, soprattutto in una città dove la speculazione è andata avanti per quarant’anni come testimoniano tante brutture urbanistiche che ci siamo dovuti sciroppare. La nuova logica del calcio come spettacolo pretende che per portare una squadra nel campionato professionistico bisogna organizzare il circo in un a logica economica dove a fronte del costo dello spettacolo ci siano una serie di ricavi economici. Così hanno fatto nelle grandi città, con soldi privati intervenuti non per mecenatismo ma per ricavarne profitti, così vuole fare Caiata in una piccola città e in un contesto dove fare utili è molto difficile. Ora, proprio per queste difficoltà di fare profitti, un business plan per uno stadio situato in un altro luogo che non sia la Cip Zoo, non lo farebbe nessuno. Da qui la prima condizione di Caiata. o lì, oppure non se ne fa niente , perchè quell’area, immediatamente a ridosso dello svincolo della Basentana, è la più appetibile di tutto il territorio che l’Asi ha deciso di passare al Comune. Probabilmente altre condizioni che Caiata ha posto in sedi più riservate è anche la gratuità della cessione del terreno, messo a bilancio dalla Regione e che per questo motivo non può essere regalato. Ma , benché come tanti giovani, se ne sia andato da Potenza per frequentare l’Università, Caiata ha vissuto in città il tempo sufficiente per capire che più che il costo del terreno, c’è da mettere in conto il costo della bonifica di quel terreno dove per anni si sono sepolti le carcasse dei maiali della Suinicola , le interiora e gli scarti di macellazione, creando una vera bomba ecologica che molti tendono a sottovalutare. Premesso che tutto l’interramento è stato fatto in una zona delicata, vicino ad un fiume e con l’acqua piovana che trova le sue vie per riversarsi nel Basento, l’attività degli escavatori si fermerebbe il giorno stesso di inizio dei lavori , giacchè si tratterrebbe di rimuovere terra che non può essere trasportata dovunque ma messa in zona di sicurezza con le ossa di animali . Se questo è vero, allora c’è da preparare prima un piano di caratterizzazione per vedere, zona per zona, che cosa ne esce. E con i tempi che queste cose si prendono, passeranno dieci anni prima di acquistare un biglietto per lo stadio nuovo. Ora, che un privato miri ad un risultato economico, è nell’ordine delle cose, ma che un Comune faccia finta che la questione non esista o è segno di incapacità oppure è segno di spiccato avventurismo. E dunque, parliamo di quel terreno e diamo risposte su di esso. Forse ne uscirà che è meglio non toccare niente per la salute della città. O forse , ha ragione Cancellieri quando afferma che in quel sito, tecnicamente e giuridicamente non può farsi uno stadio. I tifosi facciano i tifosi, ed hanno la nostra comprensione, ma guai se gli amministratori agiscono da tifosi. Rocco Rosa
LA BOMBA ECOLOGICA DELL’EX CIP ZOO
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