DOMENICO FRIOLO: MEDITERRANEO

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DOMENICO FRIOLO

DOMENICO FRIOLO MEDITERRANEO

Ho viaggiato a lungo, su terre d’oltremare, sotto il sole torrido e sabbie sferzate dal Gibli;  si attendeva la pioggia, come sempre da tempi lontani, per vederla poi giungere copiosa e violenta, riempire impetuosa letti di Wadi senza giungere ad un approdo di vita. Due o tre ore di follia atmosferica. Poi, evaporata l’umidità, saliva il calore dalla terra, il Wadi inghiottiva l’ultimo rigagnolo, tutto tornava come prima. Genti, senza dimora, riprendeva il cammino senza meta. Tra loro, numerosi bambini, vestiti di fame, nutriti di sete, senza sorrisi. E quelle mosche che tormentavano le loro labbra, i loro occhi e le piccole braccia inermi, senza avere la forza di scacciarle, ne più la volontà di farlo. Grandi o piccoli esseri umani, vecchi o giovani, pativano la fame. Gruppi di persone senza identità, ai confini del Sahara, in quell’ibrido mondo di secche sterpigne, dove alcune capre, al seguito di queste genti, rosicchiando, riuscivano a trarne cibo. A questi uomini, non mancava mai un fucile, ed erano pronti a sparare ad incauto uccello o a magra selvaggina, che con latte delle capre e qualche uovo di gallina, erano il misero e raro nutrimento. I giovani, mal sopportavano questo pessimo e povero stile di vita. Di tanto in tanto, lungo il loro peregrinare, si ritrovavano, dove c’era acqua di sorgente,  e questi rari luoghi  brulicavano di gente in cerca di coraggio per continuare. E, purtroppo anche offerte di mete che venivano presentate, come paradisi di futuri guadagni. Parole, proposte che sembravano miele. Convinti, in tanti, dopo aver pagato, vendendo i miseri averi, si affidavano al viaggio della speranza. Lungo strade sterrate, iniziava il viaggio, con i traballanti che sollevavano, lasciandola alle spalle, una lunga scia polverosa. Ed io che li osservavo, sapevo a che cosa andavano incontro e li salutavano i soldati che andavano in guerra , temendo di non vederli tornare. Domenico Friolo (Cirenaica, località Barce ,EL Mahary)

MEDITERRANEO

Quante volte 
la fame degli uomini
ha trasformato 
le dita in artigli 
per un tozzo di pane. 
Quante volte 
i loro bisogni di uomini 
li hanno fatto imbarcare 
su carrette di mare 
per incerto destino. 
Quante volte 
le dita hanno cercato un appiglio 
aggrappandosi all’acqua 
per sfuggire alla morte. 
Uomini che non hanno trovato terra, 
ma un approdo mortale, 
lì in fondo al mare. 
Nemmeno una croce 
si erge a ricordare. 
Sulla terra ferma, 
echi di misericordia 
sopraffatti da echi di condanna. 
Su questa terra, 
non è giunto un nuovo giorno, 
ne un tozzo di pane;
chi ha perso la vita, 
non ha più fame.

by Domenico Friolo

 

 

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