Per commentare la situazione a Boreano, ci vogliono solo immagini. Le parole non bastano a descrivere il degrado di questo borgo abbandonato e rifugio degli emigranti africani, quasi tutti braccianti per le immense distese di pomodoro. Emigrati che oggi sono oggetto di contesa, tra il braccio buono
di un intervento pubblico che mira a sistemarli in due centri di accoglienza ( a Venosa ed a Palazzo San Gervasio) e alcune associazioni che, parlando di recupero dei borghi , in realtà mirano allo statuto quo, cioè ad rendere definitiva la ghettizzazione della zona, in una sorta di status quo anomalo ma funzionale. Ecco, funzionale a chi? Ad una economia zonale che , in nome di una presunta comunità che si è spontaneamente formata, con oltre 1000 persone, tende a mantenere il controllo delle paghe da fame che questi lavoratori hanno e a drenare tutto quello che commercialmente può essere drenato: una bottiglia di acqua minerale 2 euro, una coca 4, un letto per una n otte ecc. Un controllo economico che chiude
il centro: io ti do una lira, tu me la restituisci in cambio di servizi o di merci: io ti do poco, e tu,in compenso mi dai tutto quello che ti do. Non ci vuole niente altro per spiegare la situazione: solo che è ora di muoversi per eliminare questo sconcio.Sono pronti due campi di accoglienza , a Venosa e a Palazzo. In attesa di un graduale inserimento nei paesini più spopolati della Basilicata e quindi di una vera integrazione, cerchiamo di farli vivere un poco meglio.
TRAMONTO BOREANO
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