Giuseppe Mollica
E’ di alcuni giorni fa, la notizia di un incontro in Regione tra i maggiori sindacati (Cgil Cisl Uil) e l’assessore alla Salute, il direttore generale del dipartimento alla Persona, nonché i direttori generali di Asp e Asm e dell’Azienda Ospedaliera San Carlo, circa “la necessità di strutturare il sistema sanitario lucano per garantire nella nuova fase post-emergenziale la presenza capillare dei servizi sul territorio e assicurare la ripresa della ordinaria assistenza sanitaria”. Nel corso dell’incontro, gli stessi sindacati hanno espresso l’urgenza di riprendere le attività sanitarie sospese durante il periodo di lockdown, affinché riprendere l’assistenza ai pazienti cronici, ecc…. peraltro, il decreto Rilancio prevede un piano riorganizzativo degli ospedali, nonché il potenziamento della rete assistenziale e territoriale e domiciliare, con circa 14 mil di euro destinati alla Basilicata. Propositi di tutto rispetto, che, si spera vengano attuati, per il bene di tutti i cittadini. Un solo appunto: escluso da questo incontro, e, chissà, forse da tali prospettive, l’Irccs Crob. Solo poche settimane fa, l’Irccs è stato oggetto di una ingiustificata ed intollerabile discriminazione, quella relativa alle somme ministeriali assegnate alla Regione Basilicata per affrontare l’emergenza epidemiologica da Covid-19, circa 7 mil di euro, riparto che ha interessato soltanto l’ASP, l’ASM e il San Carlo di Potenza, nonostante lo stesso Irccs partecipasse attivamente alla processazione dei tamponi. Eppure, tanto per restare in argomento, l’Irccs ha assicurato durante il periodo di fermo, ed assicura l’assiStenza ai pazienti di sua competenza, in maniera molto professionale. Qundi, in relazione al tema, perchè esluderlo dagli incontri? In breve sottolineiamo un fatto: A partire dal 10 marzo 2008, data del riconoscimento Irccs del Crob di Rionero, lo stesso ha subito, attraverso varie modalità, attacchi e contrasti da parte della politica regionale. Contrasti che, nel tempo, essenzialmente, ma non solo, attraverso la duplicazione di reparti a Potenza, lo hanno seriamente depotenziato, a tal punto da rischiare il nuovo riconoscimento, previsto a luglio del 2020. Per essere politicamente corretti: ciò fa presagire l’esistenza, a parte la disattenzione dell’incontro di cui si parla, di un disegno, da parte di strutture regionali, che tende ad escludere e discriminare l’unica eccellenza sanitaria della Basilicata. Si spera davvero, che questa sia stata una disattenzione, e, escludendo le azioni contro l’Irccs degli anni passati, si spera, ancora, che non vi siano altre discriminazioni, altrimenti il pensiero di Agatha Christie, secondo cui: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova», trasformerà quel presagio discriminatorio, in una certezza!