Dal suo punto di vista, Santarsiero è stato bravo. Ha voluto fortemente quel sovrappasso sulla ferrovia e un efficiente collegamento con il quartiere di Gallitello, diventato il centro direzionale e commerciale della città. Ha fatto le cose alla grande ed alla svelta. Otto mesi per la progettazione, due anni per un appalto europeo, otto anni per la realizzazione, che ha superato indenne una serie di ostacoli di non poco conto: la scoperta di un sito archeologico preromanico, che può porsi come la radice più profonda della civitas potentina, infine, la realizzazione di una galleria in zona serpentone che ha dovuto tener conto dei fabbricati esistenti e dei possibili rischi connessi alla perforazione.
Oggi quindi è la sua giornata e bene hanno fatto sia il Sindaco De Luca che il Governatore Pitte
lla a riservargli, anche sul piano delle formalità, il primo piano.
Dal mio punto di vista, di cittadino, questa strada sancisce definitivamenteil primato di un nuovo agglomerato direzionale- commerciale rispetto alla intera città, una operazione che si è lucidamente alimentata di una strategia diretta a spostare le principali attività, istituzionali ed economiche dal centro alla periferia. I soldi quelli sono! Non poteva nascere un nuovo florido quartiere se non si svuotava quella parte della città che queste cose le custodiva: fuori gli uffici, fuori giocoforza il commercio, fuori con ogni mezzo i tentativi di portare o di riportare i cittadini al centro.
Oggi questa strada segna il confine tra due parti della città. Entrando a Potenza, l’80 per cento delle auto prenderà l’uscita di sinistra, che porta agli uffici e a tutto quello che c’è e ci sarà ancora. Un bel rione dormitorio che, con la chiusura dei negozi, deve obbligatoriamente andare a dormire. Il 20 per cento tornerà a prendere il viadotto Musmuci, avendo tutto il tempo di ammirarne la bellezza nella sua semplicità. Ecco uno è bello e sempli
ce, l’altro è brutto e complicato: ma funzionale!
Cambiati i Sindaci, adesso bisognerà vedere se cambia la politica. Il primo aveva una sua visione, giusta o sbagliata, che ha portato a compimento, il secondo, quello di oggi, deve dire formalmente e pubblicamente che cosa vuole fare per riportare in equilibrio ed in armonia una città spaccata.
