UN’ALTRA ONDATA DI BOLLENTE CAMPANILISMO

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C.V.D., come volevasi dimostrare la vigilia elettorale di Matera si carica di una polemica campanilistica legata ai tentativi della Regione di semplificare la geografia delle aziende accorpandole a livello territoriale regionale.  Un’azione forte che, quando non è misurata sull’ampiezza dei passi che uno è capace di fare, diventa velleitaria e perdente e alla fine produce solo tensioni e divisioni in un popolo che di campanilismo muore ma non si arrende. All’assessore Leone evidentemente un consiglio gratuito non interessa e se a Matera adesso la destra viene messa sotto attacco per questa soluzione proposta, riuscendo a catalizzare consenso su un dualismo verso Potenza, allora ci sono responsabilità politiche ben precise in chi ha voluto propagandare l’assetto futuro della sanità senza minimamente pensare ai contenuti che potevano o meno giustificare quelle trasformazioni.  La dimensione provinciale rimane l’unico ancoraggio realistico nella sanità e se proprio bisogna accorpare si può tornare ad una sola ASL per Provincia, cui viene dato il compito di gestire anche gli ospedali, come finora è stato fatto per la sola Matera. L’Ente ospedaliero unico invece si proietta come un ostacolo insormontabile perchè nella mentalità campanilistica vigente ed imperante c’è l’associazione tra ente unico e la città di Potenza, anche se queste (Apt) portano come sede quella di Matera . La polemica campanilistica si appropria in questi giorni di un nuovo argomento, che è l’ipotesi di una riunificazione dei due consorzi provinciali in un’unica agenzia regionale di promozione e sviluppo industriale. Qui la preoccupazione espressa già da alcuni consiglieri ( Vizziello, Braia) è che nel tentativo di risanare il Consorzio potentino, da decenni sofferente per una politica che ha fatto assistenza indiretta alle imprese obbligando il consorzio a rivendere sotto costo i servizi idrici, di depurazione civile ed industriale  ed elettrici ( oltre a tante altre decisioni che non hanno fatto certo gli interessi consortili) è che si voglia mettere insieme la mela sana e quella bacata, col rischio di far marcire entrambe. Invece non si tratta di questo. E’ che già, dopo la legge L.R. 18 del 05/02/2010 , che prevedeva tra l’altro un risanamento dei Consorzi, il Governo Pittella aveva preso di petto la situazione, con una legge che consentiva di ristorare il Consorzio industriale di Potenza con un finanziamento di 2 milioni l’anno, con il che mettendo l’allora commissario straordinario nella condizione di procedere ad una operazione di messa in sicurezza della gestione corrente ( cosa raggiunta già nel 2019: cioè l’ente non produce altri debiti, a condizione che le tariffe vengano almeno commisurate ai costi) e di consolidamento delle passività in un arco di dieci anni. La prima tranche di finanziamento triennale era stata già disposta, salvo che la situazione si è complicata per un motivo molto semplice, che persiste e che perciò riguarda anche il Consorzio di Matera. E cioè che non avendo il consorzio la natura giuridica di ente strumentale  la Regione non poteva finanziare più di una sola volta il Consorzio, diventando la cosa un vero e proprio aiuto di stato ad un organismo privato, a  meno appunto di farne un  un’agenzia o altro. Di fronte a questo fatto, bisogna comunque , per Potenza, procedere ad una trasformazione societaria. Il tema non è dunque Potenza o Matera, un solo ente o due: è che per avere i finanziamenti diretti regionali, praticamente già socio unico di entrambi i consorzi,bisogna per forza passare attraverso il ripristino pieno di una  natura giuridica di tipo pubblico. Se Matera non ha bisogno di trasferimenti regionali che vadano oltre il costo di commissionamento di alcuni servizi specifici  può benissimo rivendicare il diritto di rimanere così com’è. La Regione Toscana ha fatto un provvedimento di istituzione del Consorzio per le Alpi Apuane,riorganizzandolo come ente pubblico economico per la sola parte del territorio interessato. Se invece rivendica il diritto di fruire di trasferimenti diretti regionali, anche in vista del grande lavoro infrastrutturale e di riorganizzazione gestionale che l’appartenenza alla ZES jonica comporta, allora deve dare segnali precisi di volontà ad essere coinvolta. Si può discutere se,in caso di ente unificato, la sede legale e  l’amministratore unico debbano essere di Potenza o di Matera, ma non si può pretendere che la Regione  abdichi al proprio ruolo di individuare strumenti atti a consentire un’efficiente erogazione di servizi alle imprese , una politica nuova di allocazione industriale, e una gestione economicamente autonoma di chi è deputato alla pianificazione e gestione delle aree produttive. Se dunque bisogna scontrarsi, ci si scontri su dati di fatto, non su presupposti qualunquistici e di disinformazione. In questo senso, meraviglia non poco che le forze produttive ostentino un  assoluto silenzio. Rocco Rosa  

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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