Da “Sassilive”, datato 31 Agosto 2020, si apprende con sorpresa come l’attenzione delle Organizzazioni Sindacali, se mai si fosse distratta in questo ultimo periodo complicato, è tornata a concentrarsi su alcuni provvedimenti amministrativi dell’amministrazione comunale di matera ed in particolare di premialità assegnate a dipendenti ex Lsu che fanno parte dello staff del Sindaco De Ruggieri. Rispetto a questo provvefimento, adottato in zona Cesarini, i sindacati giustamente richiamano, chiedendo l’annullamento della delibera “premio”, ad una corretta ed oculata allocazione delle risorse a presidio dell’equilibrio di finanza dell’Ente comunale materano e alla mancata attivazione di procedure contrattuali economiche comparative all’interno della stessa struttura nei confronti delle altre risorse umane. E il compito delle organizzazioni sindacali trova in queste posizioni legittimazione ad agire nell’interesse generale, di tutti i lavoratori che si trovano nella stessa condizione. Non dovunque però, se si considera quanto avvenuto a Bernalda, in occasione della firma di una proposta contrattuale apposta da dodici ex LSU che, nel gennaio 2019, prima del rinnovo della governance locale, accettavano di essere stabilizzati dall’Ente, divenendo dipendenti comunali con diversi mansioni ed inquadrati nella categoria “B” con posizione economica B1. Nello stesso contratto ai lavoratori venivano attribuite 15 ore settimanali di attività contro le 20 ore fino a quel momento esercitate all’interno del territorio bernaldese-metapontino ma a carico dell’esercizio finanziario regionale. Una decurtazione oraria che rappresentava un limite dello stipendio spettante ma competenze, per alcuni, superiori alle mansioni e, secondo le voci delle LSU, per la quale i rappresentanti non proferirono parola “NUNC ET NUNC QUIDEM” (nè allora, né adesso) quando le richieste degli interessati hanno portato all’oggetto il riconoscimento delle ore iniziali, come promesso, a loro dire, entro i sei mesi successivi ad una rinomina della stessa amministrazione locale. I lavoratori non sono stati difesi se non con una lettera e dopo che il piano economico triennale 2020-2022 li escludeva da ogni miglioramento del monte ore di servizio che, alla fin fine, niente avrebbe concesso in più rispetto a quanto sotto la giurisdizione regionale veniva loro riconosciuto. Lettera va e lettera viene”, si dice nel gergo comune italiano ma evidentemente in quello bernaldese l’unità massima di discorso costituita da due frasi minime può subire una decurtazione proprio come le ore ridotte ai lavoratori, divenendo solo lettera “VA”. Nessuna risposta, secondo i lavoratori, nessun intervento o richiesta di rivisitazione del piano triennale dove invece sono contemplate ore di straordinario per tutti gli altri dipendenti, anche per neo assunti e per i quali il raddoppio delle ore sono una manna dal cielo. Come il Sindacato UIL chiamerebbe queste deliberazioni, seppure riconosciute consensuali in tempo di bisogno quando la stabilizzazione toglieva i lavoratori da una condizione precaria ma con la speranza dichiarata di un miglioramento successivo mai avvenuto? Eppure è tarantino, quindi di prossimità, il cantautore Diodato che con la sua canzone “fai rumore” invita a non cedere al silenzio dell’indifferenza e del “fa comodo”, ma a combattere contro le incomprensioni e, aggiungeremmo, contro le ingiustizie. Ma, forse, è il tempo del Covid che condiziona anche altri campi d’azione e strumenti e permette l’abitudine all’uso di “guanti bianchi” e” mascherine” per il silenzio. Per fortuna ancora non toglie la capacità di osservare orizzonti poco chiari ma di speranza in tempi nuovi ed uomini nuovi in ogni consesso . Anna Maria Scarnato