Parte la Giunta Bennardi e Matera si appresta a vivere una stagione davvero nuova, nel senso di una netta recisione con il passato sia di destra sia di sinistra, sia soprattutto misto, frutto di necessità e convenienza politica. Quello che ha di bello questo esperimento è che è nato dichiaratamente dal rifiuto del passato ed ha saputo resistere da subito al tentativo di alcuni partiti di metterci un cappello sopra, dicendo no a proposte di apparentamento e mettendo su una giunta che è connaturata al progetto fatto di civismo, riformismo e ambientalismo intorno al nucleo dei cinque stelle. In questo senso non può , come qualcuno sbrigativamente sta tentando di fare, non è un laboratorio nazionale della convergenza tra cinquestelle e Pd, ma l’esatto opposto e cioè la messa in pratica del progetto originario di Di Maio di dialogo con le forze affini , di estrazione civica e di estrazione ambientalista. Che questo incontro non serva a vincere a livello nazionale, o non basti per ora per raggiungere quell’obiettivo, è un fatto numericamente incontrovertibile; ma scambiarlo come primo step di un auspicabile percorso comune sarebbe non solo sbagliato ma politicamente suicida: Matera ha scelto di chiudere con il passato scegliendo il nuovo e l’inedito . Ogni tentativo di assecondare logiche nazionali in questa consiliatura sarebbe un tradimento per gli elettori e per la città, un espediente per far rientrare dalla finestra le forze che sono state messe fuori dalla porta. Bennardi in questo si gioca la reputazione ed il futuro: o riesce a portare la coerenza fino in fondo, rendendo questa maggioranza coesa, solidale e attrattiva delle migliori energie professionali e giovanili, e costringendo lo stesso Pd a guardarsi allo specchio per riflettere su come e da dove ricominciare, oppure sarà vittima del solito inciucio che aggrega numericamente quello che è diviso politicamente , dando vita alla solita sopravvivenza gestionale in nome di una presunta governabilità. Lo stesso fatto che l’esperimento di Matera ( non interpretato per quello che veramente di nuovo ha saputo offrire, ma diluito nelle pratiche antigieniche di chi cambiando giacca e cravatta pensa di apparire fresco e pulito) sta dando vita a scomposizioni e ricomposizioni di gruppi e partitini, quasi che fosse la ricetta per ripigliare la scena politica , è la rappresentazione pratica del rischio che si corre sporcando la genuinità di un esperimento. Nessuno pensa che i partiti non possano cambiare e che le forze non possano rigenerarsi: ma il processo di rigenerazione non è un passaggio in lavatrice ad acqua tiepida. Rocco Rosa
Cinque uomini e quattro donne , la nuova giunta comunale di Matera, guidata da Domenico Bennardi (M5s),
Alberto Acito (innovazione e servizi civici),
Arcangelo Colella (bilancio),
Graziella Corti (opere pubbliche).
Giuseppe Di Gilio (attività produttive),
Tiziana D’Oppido (cultura),
Rosa Nicoletti (urbanistica)
Giuseppe Sarli (politiche sociali),
Lucia Summa (ambiente),
Raffaele Tantone (mobilità),