Ottima iniziativa del Presidente Bardi di riunire in forma permanente i dirigenti della sanità regionale e delle Asl per coordinare le azioni poste in essere per affrontare l’emergenza. Una specie di gabinetto di guerra che, per la responsabilità dei partecipanti, porta a diventare immediatamente operativa l’azione decisa a livello regionale. Il problema di questa seconda ondata non è nei numeri ma nella capacità di evitare il disordine e l’affollamento degli ospedali, con il rischio di mettere in crisi l’intervento di ultima istanza che sono le terapie intensive. Per evitare tutto questo ,si è compreso che due sono gli interventi da potenziare: il tracciamento delle persone che hanno frequentato i contagiati e un diverso rapporto ospedale territorio, con il primo chiamato a dettare la sinergia tra la divisione malattie infettive , le Usca e i medici di famiglia. Quest’ultimo aspetto è molto importante ed ha bisogno di essere concordato nei dettagli, in maniera da allargare notevolmente il fronte del primo intervento e di fare del pronto soccorso l’ultima delle opzioni . L’esperienza purtroppo ha dimostrato che la confusione tra chi deve fare che cosa ha fatto sì che il povero cittadino si dibattesse tra medici di famiglia che rimandano al numero unico, quest’ultimo che dice di rivolgersi alle ASL e queste che dicono di ave r allertate le Usca , salvo che queste non arrivano. E dunque pensiamo ad un unico numero, che fa capo alla regia operativa di questo rapporto ospedale territorio, che discute con i medici di famiglia il protocollo terapeutico e le prassi per sintonizzare le azioni, che capisce quando deve mandare le USCA e ne riceve il responso, che decide il ricovero a seguito di un quadro clinico chiaro. Se funziona questo meccanismo, uscendo dalla prassi burocratica di un ufficio e diventando un fatto operativo straordinario, allora passeremo l’inverno senza traumi eccessivi. Sempre dopo aver fatto venire tutti i vaccini antinfluenzali e averli fatto fare a tutta la popolazione a rischio, per evitare che le diagnosi si sovrappongano e si confondano. E su questo purtroppo registriamo una pericolosa sottovalutazione in termini di quantità e di tempo . Ma non sono momenti di polemica. Abbiamo la fortuna di avere una divisione malattie infettive che è una eccellenza: mettiamogli una forza operativa, organizziamo una sorta di centrale del pronto soccorso e parliamo una sola lingua. rocco rosa
PANDEMIA, BARDI SERRA I RANGHI
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