ALTRA BOTTA, IL POTENZA STENTA A RESTARE IN PIEDI

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Un’altra partita, un’altra sconfitta, un altro colpo di testa e sempre su palle inattive a cinque, dieci minuti dallo scadere dei tempi regolamentari.
Una volta la testa di Maniero, poi, per due volte , quella di Mbende, oggi è stato il turno della testa di Sarao.
Sedici partite e dieci sconfitte è un ruolino di marcia che porta dritto  alla retrocessione, al di là del fatto se ci sia la volontà o meno di non gettare la spugna.
Una sequenza di risultati negativi che, bisogna dire, non va però  di pari passo con le prestazioni.
Neanche oggi, pur giocando contro un Catania che proviene da una serie di risultati positivi, abbiamo sfigurato, tutt’altro, il pareggio l’avremmo meritato ampiamente.
Il Catania, nonostante un buon palleggio, ha giocato al risparmio, senza mai preoccupare Marcone se non agli inizi, quando il portiere è stato costretto a respingere miracolosamente con la gamba un pericoloso pallone scagliato da Sarao, derivante  da un errore di Consonn.
Gli etnei hanno controllato la partita e per gran parte del primo tempo hanno costretto i rossoblu a giocare nella propria metà campo.

Solo a cinque minuti dal termine, su una punizione dubbia, battuta distante dall’area potentina, il pallone incrocia la testa di Sarao che abilmente lo mette nell’angolino sinistro del portiere potentino.
Il Potenza nella ripresa si è spinto di più in avanti presentatosi più volte davanti l’area piccola degli etnei, l’azione più pericolosa è derivata da un  cross teso rasoterra di Compagnon che ha attraversato tutto lo specchio della porta senza trovare un piede che la deviasse in rete.

Altri tentativi a rete hanno sfiorato di poco lo specchio della porta.
L’ulteriore sconfitta ha creato un po di nervosismo nel post partita da parte della dirigenza rossoblu, Capuano, mentre rispondeva ai microfoni di radio Carina ad alcune obiezioni fatte sull’andamento della gara da un giornalista, ha perso la calma e si è allontanato.
Il momento negativo sta durando da molto tempo, è vero, ma non bisogna perdere la lucidità, perché il tempo e la posizione di classifica ci permettono ancora di continuare a lottare.
Bisogna rinserrare le fila, le prestazioni la squadra le fa, bisogna attendere qualche punto per liberarci dal blocco psicologico anche per convincerci che non siamo inferiori agli altri.
Di solito si guarda a casa propria per non legare il proprio destino al risultato delle squadre concorrenti, ma in questo caso, rimane sempre un dato confortante:; in quattro punti sono racchiuse cinque squadre oltre alla Cavese che sta sotto a tutte di due punti.
Prima di chiudere il girone di andata mancano due incontri importanti per noi: Monopoli e Paganese, inutile dire che serve pane per l’affamato ma anche per tenerci aggrappati alla possibilità di salvezza.

Indubbiamente la squadra necessita urgentemente dei rinforzi di qualità dal temperamento deciso , in modo da dare forza e fiducia ai più giovani.

La società è presente, ciò significa che il Potenza è a corto di risultati, ma non è allo sbando, e quindi interverrà sul mercato per porre quei tasselli mancanti per uscire fuori dal fondo della classifica.

Probabilmente già il giorno 10 gennaio, contro la Paganese, potremmo vedere un Potenza con un volto diverso, solo così potrebbe iniziare un nuovo corso per i rossoblu’.

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Sull' Autore

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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