Se è apparso chiaro che il comportamento avventuristico di Renzi in questa situazione di emergenza ha convinto il premier Conte e i due alleati di governo Pd e 5 Stelle a estromettere dal tavolo il giocatore d’azzardo, è pur vero che tutti e tre non hanno tenuto conto che una cosa è Renzi, altra cosa sono 37 fra deputati e senatori che vengono imprudentemente spinti verso la destra, facendo pendere la bilancia in favore di un centro che non guarda più a sinistra. Passi per la prima parte del gioco che ha ruotato intorno al bluff del fiorentino mettendolo a terra, ma da qui a chiudere con il suo schieramento ce ne passa e anzi possiamo dire che si passa da un avventurismo ad un altro. Se non ha una carta di riserva, il premier Conte non può minimamente pensare di fare da collante ad una formazione di centro, a partire da quelli che sono in parlamento. Anzi, proprio pensando a quelli che ci sono ( e che hanno resistito a tante battaglie) e che fanno politica ad occhi chiusi, l’idea di Conte appare inadeguata ed infantile, perchè ognuno di quei parlamentari, da Casini a Tabacci si gioca la rielezione ( che sia la sesta o la settima o la ottava) connotando il progetto di Conte non come un fatto di modernità, ma come una truppa di reduci di guerra, astiosi , incazzati e che non hanno seguito. Per contro il non offrire una apertura al gruppo renziano, significa fare il gioco di Salvini, mettendogli in mano la certezza di una vittoria della compagine di centrodestra cui si aggiungono i voti determinanti dei renziani. Una cosa sono i sondaggi, altra cosa è la preparazione di liste, con deputati e senatori che sanno battere il territorio e , favoriti dal proporzionale, possono determinare la differenza tra una vittoria e una sconfitta. Che Zingaretti abbia ceduto alla voglia di estromettere dal gioco una persona spregiudicata ed inaffidabile è umanamente concepibile, politicamente irresponsabile. A meno che il cinismo di certa politica, che coinvolge anche i capi del movimento cinque stelle, non arrivi a progettare una astensione benevola di forza Italia, come presupposto per una libertà di azione alle elezioni col proporzionale. L’ago della bilancia che si colloca al centro, guardando lì dove più gli conviene. Può soccorrere questa ipotesi il fatto che Berlusconi non possa fisicamente sopportare Salvini ,né è uomo da dimenticare lo sprezzante comportamento di questi nei suoi confronti nel momento di maggiore difficoltà. Di vendetta in vendetta, la politica si è scordata la strategia e si diverte con le sceneggiate. Rocco Rosa ( FOTO Foto Roberto Monaldo)
POLITIQUE D’ABORD: IL POTERE IN MANO AGLI IRRESPONSABILI
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