Mentre per il transfuga Baldassarre verso Fratelli d’italia si sono levate proteste per il tradimento alla lista e agli elettori di Idea, al punto che Nicola Benedetto ha giustamente chiesto a Bardi di chiarire se è ancora in maggioranza, per il consigliere Quarto né si è usato la parola transfuga né si sono levate proteste da parte della lista del Presidente. La cosa non è di poco conto e se non ci sono prove per dire che l’operazione era concordata, ci sono elementi che suffragano la constatazione che la manovra ha finito col consolidare l’esecutivo creando una seconda colonna di sostegno e sottraendo la Giunta agli effetti collaterali di una guerra intestina nella Lega. E che l’operazione sia stata triangolata con il vertice di Fratelli d’Italia, lascia pensare che la seconda colonna sia più di un sostegno all’attuale Giunta, quasi una sorta di accordo sugli scenari futuri che si delineano sul fronte nazionale e su quello regionale. Che non si tratta di avvicinamento di Bardi al partito della Meloni, perchè la fedeltà a Berlusconi è fuori discussione, ma di una sorta di dialogo privilegiato nel quale gli interessi di Fratelli d’Italia possono convergere con quelli di Bardi e di Forza Italia. E’ presto per parlare di veri e propri accordi, ma le premesse perchè le due compagini vadano insieme in un itinerario concordato ci sono. E sono tutte a danno di una Lega che non ha saputo uscire dal provincialismo e non ha saputo guardare alto, pensando invece a fare i conti, tutti e subito, fra persone che si disistimano cordialmente e che giocano a stabilire una primazia di partenza, litigando per chi deve fare il capitano prima che si sia posto la squadra in assetto stabile e duraturo. Così che la provvisorietà della lega, impedisce a questo partito di esercitare la leadership che gli deriva dai numeri, ed ogni giorno, ogni seduta , i sei voti in consiglio dei salviniani si riducono di qualche unità. Se c’è un errore da imputare a chi ha maggiori responsabilità del partito a livello locale è di aver guardato alla propria carriera politica e non all’interesse del partito, agendo per indebolire i compagni di cordata che potevano dargli fastidio nella sua scalata, così che tra chi gli ha giurato guerra, chi si è stancato di questa situazione e pensa se sia il caso di collocarsi direttamente, e chi sta preparando le valige per nuovi lidi, da primo dei partiti della maggioranza la Lega si sta riscoprendo il più debole dei tre. Questa situazione è nota allo stesso Marti che però, allo stato delle cose, nulla può per cambiare la situazione . Si andrà avanti con sofferenza fino a Novembre, quando il rinnovo dell’Ufficio di Presidenza darà il via alle danze sul riassetto di metà legislatura. Ed allora, dai nomi che andranno in giunta, dal vicepresidente che verrà nominato, dalle deleghe che saranno distribuite si capirà dov’era diretta l’operazione di questi giorni . E il filo della strategia che si intravede come un inizio di tela di ragno sulla parete è tale da far immaginare che l’assestamento non è concluso e che ancora ci saranno novità. Rocco Rosa
BARDI ,QUARTO E LA TELA DI RAGNO
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