DAL CINESCOPIO ALLO SCHERMO PIATTO

0

 

 

 

Giovanni Benedetto

La televisione è cambiata più negli ultimi 10-15 anni della sua storia che nei precedenti 60 anni.
È cambiato non solo il suo aspetto,  da quello ingombrante dei TV a raggi catodici a quello dei moderni TV piatti, ma sono cambiate soprattutto le modalità di trasmissione e la possibilità di accedere a servizi aggiuntivi di svariata natura: in una parola, la TV è diventata “smart”.
I nati negli anni 50 e 60 hanno potuto seguire tutta l’evoluzione tecnologica di questo elettrodomestico che ha sempre mostrato un fascino particolare.
Addirittura a fianco al televisore, per terra, c’era un altro accessorio, un po’ pesante: ” lo stabilizzatore di tensione”, un oggetto che da ragazzo mi ha sempre incuriosito senza mai capirne l’utilità.
Una scatola quanto quella delle scarpe, tutta in ferro, che adattava la rete elettrica a 220V dell’Enel, a volte variabile, ad una tensione rigidamente fissa a 220V per alimentare i circuiti composti da tubi elettronici: cosiddette valvole.

In Italia i primi televisori sono comparsi nel 1954, l’anno in cui la RAI inaugurò la diffusione dei programmi sul primo canale.
Negli anni settanta,  con l’avvento dell’elettronica a semiconduttore, anche i televisori divennero meno ingombranti senza pero’ mutare l’estetica.
Nel 76 arrivò il colore in Italia, ci fu molta innovazione e un gran salto di qualità nel passaggio dall’immagine in bianco e nero a quella a colori.
Contrariamente ai giorni d’oggi la RAI, attenta alle esigenze degli abbonati, evitò di costringere gli utenti a sostituire il televisore con uno nuovo a colori e, grazie agli studi e soluzioni tecniche prodotte nel centro ricerche di Torino, rese  i vecchi televisori in bianco e nero in grado di continuare a ricevere i nuovi programmi.
Per mandare in pensione il vecchio televisore abbiamo dovuto aspettare circa cinquant’anni, quando gli schermi piatti o a diodi led ,nei primi anni del 2000, cominciarono ad invadere il mercato italiano.. E da qui è stato un crescendo di innovazione  il cui ultimo capitolo ( in ordine di tempo) è la fusione fra il mondo della televisione e quello dei computer .
Dal punto di vista tecnologico i moderni televisori sono oggetti straordinari, un concentrato di elettronica spinta ai massimi livelli che lasciano spesso a bocca aperta e che, nei prossimi anni, subiranno ulteriori e incredibili evoluzioni, se non addirittura rivoluzioni. C’è però anche il rovescio della medaglia: i televisori moderni possono anche essere terribilmente complicati da usare, soprattutto per la fascia di popolazione non avvezza alle tecnologie informatiche.
L’installazione di un TV è spesso lunga e faticosa, anche se guidata dal software di bordo, e prima di riuscire a vedere un programma TV “classico” è necessario affrontare diversi passaggi: connessione a reti broadband, scaricamento di app e così via. Alzi la mano chi, nativo digitale, non è dovuto andare in soccorso a qualche amico o parente in difficoltà con i moderni tv.
Questa autentica rivoluzione è iniziata con l’avvento del digitale e con lo switch-off dalla televisione analogica al DVB-T, che in Italia si è completato nel 2012.
Quel passaggio, però, affonda le proprie radici in un evento scatenante avvenuto molto prima, durante i mondiali di calcio di Italia ‘90: in quell’occasione Rai, insieme ad un consorzio di industrie facente capo a Telettra, dimostrò per la prima volta al mondo la possibilità di effettuare una trasmissione digitale in alta definizione. Già negli anni ’80 si era cominciato a parlare di TV ad alta definizione, ma sempre in ambito analogico.
Finalmente negli anni ’90, l’evoluzione della microelettronica rese possibile la realizzazione di sistemi di trasmissione e ricezione digitali, fino ad allora rimasti solo studi accademici.
In occasione dei mondiali 90, la Rai, a scopo dimostrativo trasmise tutte le partite dei mondiali a circuito chiuso ad alta definizione e  solo il ricevitore di 50 pollici costava intorno ai 30 milioni di vecchie lire.
Da quel momento cambiò tutto: nacque il consorzio DVB ,Digital Video Broadcasting, che aveva come mission il passaggio della TV dal modo analogico a quello digitale e, nell’arco di pochi anni, vennero emanati alcuni fondamentali standard destinati a rivoluzionare il mondo della televisione.
Continua.….

Condividi

Sull' Autore

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

Lascia un Commento