E’ sconfortante la frequenza con cui la maggioranza alla Regione viene messa sotto tensione da atteggiamenti di singoli consiglieri cui non va bene niente (fino a quando evidentemente non passano dai banchi dell’assemblea alle poltrone della giunta) e fanno di ogni seduta uno scenario di battaglia . Ed è sempre più impellente che , al di là delle rituali riunioni tra vertici che non controllano la base e se ne escono con dichiarazioni di impegni che non mantengono , una forte e decisa presa affermazione di autorità del Governatore Bardi, come capo di un Esecutivo che è costretto a camminare zoppicando , ora per uno sgambetto ora per un altro. In lontananza si potrebbe pensare ad una strategia voluta per mantenere sotto scacco un presidente che è considerato estraneo agli organigrammi lucani e che invece è arrivato per fare della basilicata il suo trampolino di lancio. Così che metti una pezza oggi e metti una pezza domani, la divisa si stinge, perde il suo messaggio decisionista e di uomo d’azione, e diventa non spendibile nelle relazioni che contano. Questo per dire che, se si continua con questo andazzo, il barometro del consenso , che già volge al brutto, rischia di precipitare e più che intestarsi le vittorie, il presidente verrà identificato con le sconfitte, tutte o quasi da attribuire invece ad un esecutivo debole per tre quinti e ad una maggioranza disunita, rissosa e avventuristica. Evidentemente il ruolo da condottiero non si addice ad un presidente costretto a dialogare con gruppi di soldati di ventura,privo di una elementare etica politica e del tutto irresponsabile rispetto agli effetti che certe prese di posizione comportano. Se così fan tutti ( e i mal di pancia hanno colpito più del virus in questi due anni) , è evidente che bisogna fermare il treno e mettere i guastatori in condizione di non nuocere e il solo modo è quello di dire chiaro e tondo che così non si può andare avanti e che forse è il caso di portare il convoglio al deposito e vedere se è il caso di proseguire, se si può ripartire e con chi si può ripartire. Dopo quello che è successo a Roma, con un esecutivo creato in nome dell’eccezionalità della situazione, una specie di Governo di salvezza nazionale, non si vede perchè qui la situazione debba essere vista con occhi diversi, attesa una maggioranza che, come quella che sorreggeva il governo Conte, non fa passare giorno senza consumarlo in liti, questioni di principio, pretesti sempre nuovi, paralisi dell’attività. E portando il ragionamento fino in fondo, nella ripartenza del treno , ci sarebbe anche da rivedere una legge elettorale che, come avevamo ben previsto, è stata costruita con un vestito su misura, salvo poi che il modello è deceduto, e il vestito è diventato inservibile. Un Esecutivo di responsabilità per il futuro della Basilicata, può essere consumato in due maniere: o per dare una regolata ai partner riottosi e irresponsabili, o per intraprendere una strada di coinvolgimento delle energie che pure sono presenti nell’arco consiliare. Scelga una delle due vie e non stazioni al semaforo giallo perchè si è già perso tempo e si rischia di non prendere le coincidenze. Rocco Rosa
GOVERNATORE BARDI, E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI FERMARE IL TRENO!
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