Una città assopita di Gilda Rezzuti

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Facendo seguito al  mio articolo su Potenza “Città conservatrice”, pubblico con piacere le riflessioni di GIlda Rezzuti sulla nostra città.

Parole decise che non fanno sconti e meritano una profonda riflessione.

“Potenza appare oggi una città assopita, indifferente, a volte nostalgica, ancorata a vecchi schemi obsoleti e superati. E’ una città borghese, conservatrice e provinciale, dove la qualità della vita per molti è scadente e noiosa.

Pur essendo un capoluogo di regione con una densità di popolazione ridicola e tante risorse, non si riesce a dare una svolta significativa per migliorare la condizione di vita dei suoi abitanti. La mentalità dei cittadini appare spesso limitata e diffidente, per alcuni aspetti rassegnata, si ha paura delle novità e delle sperimentazioni, ma in questo modo non si evolve e si rimane fuori da modelli di sviluppo e di competizione.

Poche cellule, prevalentemente gruppi d’élite e radical chic, che più per interessi personali che per reale senso di solidarietà e altruismo, promuovono iniziative senza senso, molto spesso frammentate e ripetitive.

Tante le associazioni, i gruppi, i movimenti, che chiusi con i paraocchi nel proprio microcosmo fanno le stesse scadenti cose nello stesso modo, sovrapponendosi e autocelebrandosi.

Per cambiare questa statica condizione, occorrerebbe mettersi in discussione e confrontarsi tra cittadini in modo costante e sinergico, cercando di dare più valore all’essere che all’avere, più alla sostanza che alla forma, e favorendo iniziative centrate sulla valorizzazione delle persone individualmente, per quello che sono e hanno da proporre in termini di idee, capacità e innovazione, al di là dello status symbol e l’appartenenza.

Bisognerebbe partire certamente dall’ ottimizzazione della storia e identità della città, per poi evolvere in maniera collettiva e integrata, con un approccio empirico verso nuove forme di cultura e società.

Per innescare un processo dinamico di riforma intellettuale e perseguire un radicale cambio di atteggiamento è utile uscire fuori dalla logica presuntuosa di fare cultura in modo arcaico, mentre il mondo cambia velocemente e offre nuovi stimoli e strumenti per esplorare.

Per non rimanere indietro è fondamentale aprirsi a nuovi modelli e modi di intendere la società, avere una rinnovata visione e guardare avanti spostando il punto di vista per osservare altre prospettive. Fin dalla preistoria ogni scoperta e trasformazione e passata attraverso un processo spesso lungo e faticoso, ma solo guardando avanti si fanno conquiste e si cresce.”

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