ZULLINO, UNA INDEGNA STRUMENTALIZZAZIONE TARGATA LEGA

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La mafia c’è, ma la basilicata non è terra di mafia. Il concetto è chiaro anche se l’ora tarda e la stanchezza di un consiglio regionale che si è protratto oltre la mezzanotte non hanno reso lucido il pensiero di Massimo Zullino che si è visto attaccare su questa uscita interpretata  come se avesse negato l’esistenza di un potere malavitoso e mafioso in Basilicata. Zullino non se la prende con i giornali  ma va diritto all’interno del suo partito per contestare senza troppi giri di parole l’intervento del senatore Pepe, che ha definito grave l’uscita del collega di  partito, da bocciare senza se e senza ma.  Basterebbe ascoltare la registrazione— -dice Zullino- per rendersi conto della strumentalità di certe accuse: ho detto testualmente che in Basilicata c’è la mafia come purtroppo c’è in tutte le regioni d’Italia, ma che far passare questa regione come terra di mafia è una speculazione che non giova a nessuno giacchè .spiega- il concetto implica una realtà più vasta fatta di omertà, di connivenza, di illegalità diffusa, di clima di soggezione generalizzato . Il consigliere Zullino  parla direttamente al suo partito e a quella persone che- dice lui- “colgono ogni occasione per mettere in cattiva luce la mia persona, evidentemente non avendo ancora digerito la mia nomina a vicesegretario regionale che Salvini ha voluto direttamente. Paradossalmente ci si erge a paladini della legalità quando un consigliere invita a non fare di tutt’erba un fascio e si preferisce il silenzio quando la cronaca mette in risalto alcune frequentazioni scomode di consiglieri leghisti, vedi i casi di Scanzano e di Pignola.  Cioè due pesi e due misure, quanto basta per dire che certi attacchi non solo sono paradossali ma puzzano di strumentalizzazione. “. Se qualcuno non ha più fiducia della mia persona, lo invito a comunicarlo a Matteo Salvini e sarò pronto a fare immediatamente un passo indietro. Ma non permetto a nessuno di minare con falsità e strumentalizzazioni la mia integrità morale. Al contrario, il mio intervento -aggiunge-precisava la necessità di riaprire i presidi della legalità come il tribunale di Melfi e gli uffici del giudice di pace, chiusi con la riforma della giustizia. Chiedo, oltre all’istituzione della DIA a Potenza, anche l’istituzione del commissariato di pubblica sicurezza a Palazzo San Gervasio per i servizi connessi alla vigilanza del centro per il rimpatrio, oggi sopperiti distraendo risorse umane dalla Questura di Potenza, dal commissariato PS di Melfi e dalla compagnia Carabinieri Venosa, facendo mancare quel controllo del territorio utile alla prevenzione dei reati e dei fenomeni mafiosi. E’ evidente che ,così posta, la questione non può non portare dritto ad un chiarimento all’interno della Lega. Se la lotta politica di supremazia interna arriva a certi comportamenti, allora è il caso di intervenire perchè si è superato il segno e , questo sì, non è più politica, ma comportamento paramafioso.  Intanto, a far capire con chiarezza che l’istituzione regionale non deve essere coinvolta in questa diatriba, inerviene il presidente Bardi con una nota che , senza citare la questione, ribadisce l’impegno della regione a rafforzare la lotta alla mafia con il potenziamento dei presidii e la richiesta di istituzione della DIA regionale. “Qualsiasi rafforzamento di uomini e mezzi è da accogliere con favore: si verifichi in tempi brevi la possibilità di dotare anche la Basilicata di una Direzione investigativa Antimafia, per contrastare la criminalità organizzata di importazione e quella autoctona. Il nostro è un territorio fragile, che a causa della pandemia rischia di essere sempre più esposto alla minaccia criminale. Ben venga, quindi, il potenziamento di tutti gli strumenti per tutelare sempre di più la legalità, i cittadini e le imprese sane della nostra Regione”.
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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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