Abbiamo l’impressione che il rapporto tra il commissario tecnico della nazionale Conte e il Corriere dello Sport sia alquanto problematico. E di sicuro non per colpa dell’ex tecnico della Juve. Prima le esternazioni del condirettore della testata romana Barigelli che accusò Conte di aver mancato di rispetto all’Italia dopo la conferenza stampa in cui Conte dichiarò che si sentiva in garage: concetto che andava interpretato solo con il forte desiderio dell’allenatore leccese di rimarcare ancora una volta la sua voglia del lavoro quotidiano sul campo. E non per dare, come fatto solo dal giornale romano nel panorama dei media nazionali, un’interpretazione volutamente capziosa solo per sferrare un duro attacco a Conte. Poi è addirittura sceso in campo oggi il direttore Alessandro Vocalelli che senza mezzi termini ha accusato Conte di estrema scorrettezza per il fatto di aver contattato il centrocampista della Roma Nainggolan per portarlo al Chelsea, società in cui Conte comincerà a lavorare subito dopo gli europei. Rimarcando, tra l’altro, l’atteggiamento spocchioso e superbo di Conte che, secondo Vocalelli, nel corso delle interviste dopo le gare della nazionale, “risponderebbe sdegnato all’intervistatore se gli chiede un giudizio sulla prova di questo o quel giocatore”. Le interviste di Conte le ascoltiamo anche noi e onestamente ci riesce difficile capire il perché di queste accuse visto che sulle altre testate giornalistiche italiane non ci sono lamentele sull’atteggiamento di Conte. E quindi il problema è solo del Corriere dello Sport che forse si dovrebbe interrogare seriamente sulle cause di questo rapporto conflittuale con l’allenatore della nazionale e non lanciare solo accuse. Probabilmente si tratta di fatti pregressi che forse si riferiscono ai tre anni trascorsi da Conte sulla panchina della Juve e coincisi con il duello tra bianconeri e Roma per la vittoria del campionato e con tutte le velenose polemiche innescate in quantità industriale nella città eterna per trovare gli alibi alle sconfitte dei giallorossi e ripetere come un mantra che la Juve vince sempre con gli aiutini. E a Conte questa vergognosa campagna mediatica romana che ha travalicato anche i puri aspetti sportivi, non è andata giù. Anche se capiamo perfettamente che il Corriere dello Sport deve difendere gli interessi delle due squadre della città in cui probabilmente vende più copie. Ma non guasterebbe e lo diciamo ad un valente ed esperto direttore come Vocalelli un maggiore equilibrio nei giudizi. Come lo invitiamo a non scandalizzarsi troppo se Conte contatta Nainggolan. Il direttore del Corriere dello Sport è troppo navigato per non sapere che questa pratica di contattare giocatori sotto contratto è molto diffusa e nessuno ormai ci fa più caso. Sarebbe cambiata la sostanza se a contattare il centrocampista belga della Roma fosse stato il direttore generale o quello sportivo del Chelsea invece che Conte che, tra l’altro, come succede in Inghilterra, ha il compito non solo di allenare ma anche di fare in prima persona le trattative per gli acquisti e le cessioni? Oppure bisogna fare la morale solo se vengono contattati i giocatori della Roma ed è normale invece che Mino Raiola, agente di Pogba, è letteralmente assediato da tutte le grandi di Europa che gli propongono contratti faraonici? E fino a prova contraria Pogba è un calciatore ancora sotto contratto per diversi anni con la Juventus. In linea di principio si può condividere che nessun giocatore sotto contratto andrebbe contattato attraverso gli agenti, ma questa è la pratica corrente nel calcio mondiale e attiene agli strettissimi rapporti, oseremmo dire quasi esclusivi, che sono stati instaurati tra le società e i procuratori. E questa situazione crea inevitabilmente vantaggi e svantaggi. Il problema, vogliamo ancora ricordare al direttore Vocalelli, non è Conte ma il desiderio di Nainggolan di andare a guadagnare al Chelsea molti più soldi rispetto a quelli che gli da la Roma. Si capisce che bisogna mettersi dalla parte dei tifosi che sono anche lettori e che temono di perdere il belga dopo aver già perso Pjanic che andrà alla Juventus che pagherà la clausola rescissoria. Ma il problema, lo ripetiamo e lo sa anche il direttore del Corriere dello Sport, è tutto della Roma e non di chi contatta i giocatori giallorossi. Se il presidente Pallotta è in grado di pareggiare l’offerta del Chelsea per Nainggolan o di altre società per qualsiasi altro giocatore, facile a dirsi ma difficile ad attuarsi, allora non ci sarà nessun Conte che tenga e i contatti resterebbero solo chiacchierate e niente più. E allora il Corriere dello Sport eviti di ergersi a moralizzatore del calcio prendendosela sempre con Conte come se quest’ultimo rappresentasse tutto il male del mondo pallonaro. La critica costruttiva va bene per giudicare il Conte allenatore e quello che combina sul campo: siccome occasioni per muovere appunti al tecnico della nazionale fino a questo momento è stato difficile trovarli, non si inventino interpretazioni capziose per dare addosso, sempre e comunque, all’uomo Conte.
CONTE E IL CORRIERE DEI FALSI MORALISTI
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