Se Sparta piange, Atene non ride. Mezza legislatura regionale è passata ma l’orizzonte è sempre più fosco per la gente di Basilicata. Al carico di problemi, alla inesperienza amministrativa , alla la scarsa conoscenza del territorio si stanno aggiungendo per Bardi problemi nuovi ,come la litigiosità nei partiti, la presa di distanza di consiglieri dal gioco di scuderia, la corsa a trovare salvezze personali attraverso percorsi e relazioni che esulano dall’appartenenza. A questo si sta sommando un grossolano errore fatto in occasione dei trasferimenti di casacca recenti che hanno portato personaggi della lista di Bardi a collocarsi in partiti alleati. L’errore è stato di riconoscere subito il nuovo equilibrio raggiunto, così che se da un lato è sembrato la chiusura di una partita sul peso di ciascun partner, dall’altro è stato il segnale che, cambiando posizione e andando lì dove non li porta il cuore ma la convenienza, ci siano maggiori probabilità di successo. Con il che dando la stura a movimenti e riposizionamenti che se non fermati per tempo rischiano di far passare come bei tempi quelli in cui il generale decideva da solo, senza sentire nessuno e arrangiandosi con le sue conoscenze personali. Neanche di fronte a situazioni che dovrebbero far tremare i polsi e suggerire soluzioni d’urgenza, ci si riesce a muovere dal pantano degli aggiustamenti di equilibri in cui ci si è cacciati, così che alla farbas si è ancora con il vecchio amministratore, all’arlab non si muove foglia e all’Apibas si aspetta il miracolo che non arriva. E’ tanto assurda la situazione che riprendono coraggio persino i personaggi che sembravano sconfitti e che invece messi a confronto col nuovo appaiono tutt’altro che “vintage” e sorpassati. E così Pittella può permettersi di suonare la sveglia ad una maggioranza che ancora non ha capito dove si trova e che deve fare, così che il minimo sindacale per Bardi è, secondo l’ex governatore, abbandonare l’inutile spocchia e fatua presunzione che sta nuocendo alla Basilicata tutta e ripiegarsi invece sulla strategia regionale, attraverso metodo e merito, confronto e ascolto. Il silenzio o peggio ancora la difesa di ufficio sortiscono l’unico effetto dell’apatia programmatoria, mentre il PNRR e il 21-27 impongono una seria riflessione ed un lavoro instancabile per consegnare risultati ai lucani. Bardi ci rifletta e cominci a lavorare sul serio. Insomma se si continua così, c’è veramente il rischio che si metta sulla bilancia il peso della politica di ieri con quello della politica di oggi, il che comunque è una sconfitta per la gente che richiedeva veramente il nuovo e non la sceneggiata ridicola di novità inesistenti. Rocco Rosa
IL NUOVO CORSO DELLA POLITICA E’ UNA STRADA SENZA USCITA
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