Amministrative a Bernalda tra silenzi, frulli di calabroni , ronzii e friniti di cicale

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ANNA MARIA SCARNATO

Questa estate 2021 precede le consultazioni elettorali del 3 e 4 ottobre che a Bernalda designera l’organo amministrativo locale dopo l’interruzione del precedente molto prima della sua naturale scadenza. E se l’attesa, i preparativi per un qualsiasi evento, che non sia strettamente politico, porta notizie e stimola a commenti e pareri ,  l’aria che tira nella città in un contesto preparatorio di chiamata alle urne ha una parvenza di silenzio da parte di chi si sta impegnando nella conta di alleati  utili ad una buona compagine, capace di confrontarsi per convincere al consenso, un’apparente quiete fatta da incontri, cene per meglio intendersi a tavola e persuadere eventuali candidati da presentare in lista e a cui si è fatta richiesta di disponibilità; da riunioni per amalgamare o disperdere , anche questo è da mettere in conto, i cittadini che ,sotto i colori di una bandiera di partito o semplicemente componenti della società civile o di associazioni, volontariamente o invitati intendono dare un contributo ad una lista elettorale. Sotto sotto una frenesia  per far strada alle proprie idee nel contraddittorio che in un contesto democratico è giusto ci sia, o semplicemente per trovare la strategia giusta per far finta che ognuno può contribuire al programma scritto a più mani ma che, con presunzione solita, farà accampare diritto di paternità al partito maggioritario. E qui il silenzio si farebbe rumore sordo, mugugno ed altro  che metaforicamente farebbe venire in mente il sottofondo marino dove i movimenti incessanti dei pesci , il loro linguaggio (i pesci non sono muti) simile a ronzii paragonabili percettivamente ai canti dei monaci buddisti, creano unione o  scompiglio nel branco che si aggrega o dissolve secondo l’intesa o il dissenso,  secondo i bisogni ritenuti da ognuno essenziali . Per trovare ambienti che offrano migliori condizioni di prospettive future.  E fuori che succede?  Ci si augura, anche se la situazione di stress pandemico poco fa pensare agli affari politici che pur riguardano la vita della comunità, che  a quei tavoli siano sedute persone che non abbiano a cuore il destino di un territorio  solo per  terre agricole o destinate ad aree verdi e ludico-sportive da convertire in suoli edificatori o commerciali, (ci saranno sostenitori di amici e parenti portatori di queste esigenze?). Che siano zittitii ”  grilli parlanti” che poi, presi i panni  di” mosche cocchiere” , dopo belle dichiarazioni d’intenti comuni, sincerità e trasparenza , last minute  possano proporsi per la maggior carica. E’ la tecnica di chi ,dopo aver stordito di chiacchiere quelli che dovrebbero essere alleati per vincere insieme, dopo i tentativi falliti ( che già erano deboli)nell’esperire varie strade, incoronano  loro stessi come con il  cuore e la mente da tempo perseguivano. Esperienze già viste con la regia di chi ha bruciato la” meglio gioventù” , aprendo la via ad amministrazioni che hanno creato non quella di Barletta ma la disfatta amministrativa e l’attuale disfida di Bernalda. Noi ,esterni ma non indifferenti, liberi di udire i sordi ronzii, frulli di calabroni e friniti di cicale d’estate, possiamo concederci di  sognare che le alleanze di qualsiasi lista politica in lizza per l’elezione amministrativa comunale bernaldese siedano ad un tavolo dai piedi della stessa altezza, retto anche da altre forze alle quali non si richiederà un pass di crediti elettorali o certificato di nascita, sul cui piano poggino programmi condivisi nelle linee essenziali ;che” i pesci piccoli” di un habitat non contino meno di chi si presume di  considerevole stazza; che l’esperienza appena passata, e che brucia come il sole di questa estate, abbia insegnato molto alla politica che si è affidata al civismo maggioritario limitando la sua competenza di una funzione stabilita dalla Costituzione e mortificando la formazione che solo chi proviene dai partiti può fare per esercitare meglio una funzione pubblica. Oggi  il PD insieme ad una coalizione di centrosinistra, allargata ai civici non espressioni di appartenenze politiche, ha il dovere di ricostruire un rapporto di fiducia con i cittadini per tornare ad un consenso che oggi sul tavolo non si può definire in attesa maggiore rispetto a quello dei piccoli partiti della probabile coalizione. Considerando che ad essi non si può far colpa di responsabilità di disfatte amministrative ultime. Né i civici potrebbero pretendere tutto il tavolo dormendo sugli allori di un passato d’oro. Per strada molte briciole si pensa possano perdersi. La vittoria e il prosieguo gestionale amministrativo è fatta da coesione vera, da coerenza e rispetto dei giusti tempi per decisioni che attengono alla libertà personale. Gli interessi della comunità e l’indirizzo dei consensi espressi vanno onorati . Questo si pensa e si immagina all’esterno delle  stanze in cui si conducono trattative e accordi.  E scusate se è poco. Si ritiene che non ci si può candidare in una lista che in altri tempi avrebbe fatto scandalo e che oggi, pur tradendo l’appartenenza dei padri naturali che dagli eterni incarichi politici hanno potuto campare bene, fanno fronte altrove, e che quasi scusandosi, giustificano una scelta di campo per fede in una certa e sicura vittoria attesa per le modalità amicali costruite dal capolista.  Vai a capire, tu semplice cittadino, che stai fuori,  che significa questa possibile considerazione e che, secondo il tuo animo ingenuo e fiducioso, viene ricondotta a gradite attenzioni di tipo medico-sanitario.  Ma tutto si può pensare e tutto è opinabile. Intanto si va al bel mare di Metaponto con questi pensieri ed una fantasia sbrigliata ,e , a furia di metafore tra l’uomo, la terra  e gli abitanti del mare, potremmo avere gradita sorpresa dell’ avvistamento  intanto di un maschio di balena nelle acque della costa che già canta per attirare una balenottera con cui accoppiarsi e riprodurre. Ed il mare e la terra ,poi, non sono così diversi se non che nella nostra comunità la ricerca delle coppie da appaiare è per la riproduzione più copiosa e indovinata di voti utili alla vittoria elettorale. Non canti di balenottero  ma ambasciate nelle case stimate granai di voti. Ce ne vuole di immaginazione, dirà qualcuno. Si sa che spesso l’immaginario è già realtà e che l’immaginazione è libera e nessuna ce la potrà togliere.

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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