Ufficialmente si aspetta la conclusione delle amministrative ma è solo un modo per procrastinare decisioni che non si sono formate e intese che non si sono raggiunte. Probabilmente da martedì ci si limiterà a parlare del necessario cambio dei dirigenti generali, che dovrebbero essere rinnovati o avvicendati in relazione al nuovo ordinamento approvato, ma che al momento non sembra essere una operazione condivisa. Pur riconoscendo che il presidente si è dato con il consenso di tutti pieni poteri nella conduzione della macchina amministrativa a tutti i livelli, opportunità vorrebbe che ci fosse quanto meno una intesa coi singoli assessori per evitare che sorgano conflitti ai vertici del Dipartimento tra chi risponde solo al presidente e l’assessore che dà la linea operativa. Portavoce di questa necessità si è fatto il commissario regionale Marti che almeno su questo è riuscito a trovare un minimo di unità in una Lega nella quale si guardano in cagnesco più persone, pronte a saltarsi addosso alla prima occasione. La sola cosa che è emersa nella riunione è che la Lega con i suoi consiglieri è tornata ad essere il pilastro su cui la maggioranza può ruotare, visto quello che è successo in Forza Italia e in fratelli d’Italia , dopo lo scossone delle anticipazioni che partono dal Palazzo di Giustizia. Con parte della stampa che continua a bersagliare Cupparo , reo di aver dato dimissioni irrevocabili che poi tali non sono più, c’è chi esorta Bardi a spiegare perché ha congelato le dimissioni, come intende uscire dalla crisi e che cosa intende fare per rilanciare la coalizione. Ma i giorni passano e il pantano si fa più profondo, come avevamo predetto già da subito, nel senso che sfasciare è facile, rimettere in piedi i cocci è molto ma molto difficile. Che , per dare l’idea del movimento, Bardi voglia fare subito i dirigenti generali è cosa possibile ma se non si arriva ad un contestuale rinnovo della Giunta è solo un modo per salvare la faccia, visto che la sostanza non cambia e la carrozza continua a non muoversi, se non altro perchè i nuovi debbono prima imparare a guidarla. Si vorrebbe arrivare al 30 ottobre per allargare il cerchio del gioco coinvolgendo altre postazioni come la Presidenza del Consiglio che scade appunto a fine mese. Ma con i problemi che ci sono, con le urgenze che bussano alla porta, con le nuvolaglie che incombono all’orizzonte , siamo al punto che non si sa se sia meglio muoversi o stare fermi. Non si è mai conosciuta una situazione di questo genere. Forse azzerare tutto e subito è l’atto più utile che il Presidente possa fare. Rocco Rosa
REGIONE PARALIZZATA
0
Condividi