
ANNA MARIA SCARNATO
Dalle elezioni comunali e dal risultato non abbiamo forse imparato nulla. Tutto uguale resta lo scenario con un “presepe” amministrativo che ha rimesso il personaggio al posto centrale dopo la caduta, la presenza di “magi” che in lui più di tutti hanno creduto e portato in dono tanti ”voti”a costituire la sua “aureola magica”. Altri personaggi nuovi e vecchi comprendono “contabili”, “pastori”, “gregge”, “macellai”, ”pescivendoli”, “acquaioli”, “panettieri e fuochisti” che occupano posti nel presepe secondo l’ordine di arrivo alla “capanna”. E di questo si parla a Bernalda e scusate se ancora una volta intorno a questo si vuole raccontare con una serenità consapevole che certi risultati erano previsti e scontati se ogni riflessione, sommata ad un’altra, risalealla stessa ragione, ad una prova del nove quasi inutile se il raffronto tra la “radice” numerica degli ”operandi” e il risultato era tutta un’operazione altrettanto numerica costruita da tempo a tavolino e quindi lapalissiano. Frutto di dinamiche se prima immaginabili ora già visibili e chiare dal giorno dopo la vittoria , dinamiche già sperimentatenel passato ma alle quali dimostrano assoluta indifferenza molti cittadini. E si sa che la volontà popolare comunque è sovrana. E allora di che parliamo , seduti alle panchine del corso, durante una fila in farmacia o al supermercato, nei bar, se ancora il discorso cade intorno ad una certa curiosità sui nominati, sui presenti al “presepe” del Palazzo, sui più vicini, i più lontani, i più graditi scelti dal “mazzo” per costituire lo staff del sindaco, la sua segreteria politica. Due i segretari personali che tutti i cittadini pagheranno, si dice in giro. Ma cosa si vuole che possa rappresentare un tale sacrificio se queste figure di cui uno nuovo di zecca, l’altro di ritorno, figura ”itinerante” nel presepe che insegue l’avvenimento del prodigio, godono di una tale fiducia del loro sindaco che non ha avuto bisogno di guardare le competenze, un minimo di curriculum.” Basta la parola,”( reclame di un noto amaro al carciofo) e sulla parola convincente si” acquista un prodotto”, si concede fiducia . E poi quali fatti si vogliono interpretare o giudicare se anche l’ex art. 90 del TUEL dispone la possibilitàda parte di un sindaco di costituire una segreteria politica, uno staff alle sue dirette dipendenze per le funzioni attribuite dalla legge, fatta eccezione per compiti relativi alla gestione di attività che comportano l’adozione di atti e provvedimenti amministrativi che impegnano le scelte comunali verso l’esterno? E poi, dove l’ex art. 90 specifica quali competenze debba possedere uno staff e a chi tocca una valutazione della correttezza di scelte? Non c’è traccia di specificità ma si affida al buonsenso del sindaco e alla sua autoritàe al tipo di supporto di cui la sua operatività necessita. Quì, evidentemente, serve un tuttofare, dal disbrigo pratiche ad assistenza alle operazioni di test per il covid, dall’ accoglienza a organizzazione di eventi pirotecnici; non basta, in aggiunta un debuttante che con entusiasmo ha contribuito alla campagna elettorale con la sua manualità curando la pubblicità murale. Ebbene non si può ignorare quanto questo compito sia importante per la propaganda prima delle votazioni e magari per curare l’albo comunale dove vengono esposte le delibere cartacee ed ogni altra informazione. E’ raro che l’impegno profuso nel lasciarsi coinvolgere nell’appoggio elettorale venga poi riconosciuto e premiato all’istante .Bisogna dare atto della celerità di queste nomine fatte a Bernalda dove ”Solo yo puedo (Solo io posso)” è il motto che ispira da un po’ di tempo le scelte che sulla casa comunale si fanno. E’ solo l’inizio di un’ efficiente amministrazione che forse pensa di avere trovato la giusta compagnia. Cosa c’è di strano se poi tanti giovani laureati, che sarebbero potuti essere scelti al posto dei due nello staff sulla base di tante altre competenze , passeggiano invece sul corso della città e continuano a inviare curriculum vitae per trovare un’occupazione? Il “presepe” nell’allestimento ha avuto una fase programmatoria che non prevedeva diversamente. Loro, gli esclusi dal presepe, dalla festa non servivano e poi chi li ha visti sotto il palco della vittoria a fare i tarantolati? Non c’erano E adesso si taccia se le leggi spesso non prescrivono pedissequamente ogni adempimento e le modalità selettive per la nomina di figure di cui si parla e si prestano ad essere interpretate come meglio aggrada. Che nessuno obietti, che nessuno tocchi il “presepe” così allestito. La “mamma“ del personaggio centrale tra l’altro ne potrebbe risentire…… “La stella con il codazzo” per altro è al suo posto e strizza l’occhio al “figliol prodigio”. E poi lo si osservi bene: qualche statuina restaurata è tornata al suo posto , altre hanno sostituito chi è finita nel pattume del non riciclo. C’è in concreto una scena variegata, un po’ di tutto. “T piasc ù prsep?” “ Nz, u prsep nomm piasc”. Ma è solo una minoranza. Il resto guarda estasiato . In fondo “il Bambinello” è proprio bello e ciò basta agli innamorati delle coreografie e delle rappresentazioni sceniche. E se” Egli” non parla ed è pieno di astio e rancore è perché i “presepi” moderni non sempre mettono al centro l’umiltà, la verità, l’amore per il popolo tutto, poveri e ricchi, “bianchi e neri” ma l’interesse di farlo apparire tale, nascondere la “muffa di un muschio” dimenticato nella scatola di un passato e ripreso per mezzo di gente a cui piace “ quell’afrore”.