AMARCORD: QUELLE ANTENNE RAI CHE VANNO VERSO L’ABBATTIMENTO

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Giovanni Benedetto

Le vecchie radio a onde medie o a modulazione di ampiezza stanno scomparendo perchè ormai il territorio italiano è interamente servito dalla radio a modulazione di frequenza e , soprattuto dal  dab, la radio digitale che serve le zone a maggiore concentrazione demografica da oltre dieci anni.

Il ridimensionamento dei siti degli impianti a onda media in Italia ,e anche in Europa, è stato determinato dagli sviluppi della tecnologia da un lato e dall’ inquinamento atmosferico provocato dai campi elettromagnatici  emessi, dall’altro.

Da ricordare il primo impianto ad onde medie di Roma Santa Palomba, nato nel 1929 per diffondere la radio in  tutta l’Italia, tramite un’antenna alta ben 350 metri e 1200 kw di potenza.
Il Ministero addetto alle telecomunicazioni, in accordo con la Rai, già molti anni fa, decise di spegnere molti impianti a onde medie, lasciando accesi quelli più strategici a potenza ridotta.

Le onde medie, operano nella banda di frequenza compresa tra 526 e 1600 khz,e, a differenza delle cosiddette onde spaziali dirette o Vhf e Uhf, si propagano seguendo la superficie terrestre di giorno, e per riflessione , nella ionosfera durante le ore notturne, raggiungendo, così di sera, paesi  anche molto lontani.
Anche a Potenza e Matera fino a dieci anni fa c’erano due impianti che servivano le due città e in parte le due province.
L’impianto di Potenza Tempa Rossa, ora spento, è  un impianto di terra che occupa 20000 mq di superficie,  con un’antenna strallata alta 130 metri e una potenza trasmittente di 20 Kw

Trasmetteva i due programmi di radio om1 e om2 sulle frequenze di 693 e 990 khz che oltre a servire la parte nord della Basilicata arrivavano sulla fascia adriatica, raggiungendo perfino la costa Iugoslava, in condizioni di propagazione favorevole.
I radioamatori più attrezzati con sofisticati sistemi di antenne riceventi facevano a gara a chi riceveva i programmi onda media trasmessi dalle zone più lontane.
Anche alla sede RAI Basilicata molti radioamatori del nord Europa, scrivevano per ricevere la cartolina di conferma, dichiarando di avere captato le frequenze del corriere regionale della Basilicata cosa che  prima dell’avvento di internet, era davvero un fatto eccezionale.
Tutt’ora svetta dalla collina alle spalle del Cavallino rosso, l’antenna marconiana della RAI che di sera è segnalata da luci rosse antiostacolo poste alla sua sommità e nei punti mediani del traliccio. Così come negli anni 50′  sul tetto del palazzo delle Poste di via Pretoria era montata una piccola antenna con trasmettitori a valvole costruiti dalla ditta Marconi su progetto del centro ricerche della Rai di Torino. A partire dal 1990 l’impianto fu potenziato e spostato a Tempa Rossa.
Oltre a spegnere, nel 2013, il servizio, la Rai Way sta organizzando un piano anche di abbattimento  delle antenne marconiane rimaste mute sulle colline che, rispetto ai tralicci televisivi o fm, sono torri autoirradianti a sezione triangolare, strallate con funi d’acciaio ancorate a piloni di cemento per garantire la verticalità e la tenuta meccanica.
Anche le antenne ad onda medie di Matera e Potenza fanno parte del piano di  abbattimento di RAI Way: con esse sparisce anche un pezzo di storia della radio Om delle due città lucane, con tanto dispiacere dei pochi amatori che se ne accorgeranno e nell’indifferenza del resto  della popolazione.

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Sull' Autore

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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