DIALOGO 21 CON L’ON BLASI: “QUESTA VOLTA LA CANTO IO BELLA CIAO…”

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Leonardo Pisani

Leonardo Pisani

Onorevole Blasi, questa volta salterò i preamboli. Troppo grave il momento che stiamo vivendo per non entrare direttamente nei temi, nei drammi, nei problemi che si sono messi in fila. Uno più minaccioso dell’altro.

Ha ragione, dottor Pisani, da dove cominciamo?

Senz’altro dalla guerra. Lei ha scritto prima un tweet e poi un post su Fb, che ha fatto molto discutere. Glielo ripropongo. Poi Lei me lo commenta:

“La canto io Bella ciao!

C’è una parte di opinione pubblica italiana, anche alcuni osservatori, che chiede a Zelensky e al popolo ucraino di arrendersi. Si dice per evitare che il massacro continui. Sarà che la mia cultura è più liberale, un po cavalleresca. Sarà che conservo il concetto di nazione e quello di popolo. Ma non riesco a capacitarmi. Perché per l’appunto un popolo dovrebbe rinunciare alla sua sovranità, all’onore della sua identità. Alla sua sacrosanta Libertà. Perché piegarsi a questa nuova macelleria criminale di un dittatore privo di umanità. Per farci stare tranquilli in salotto con il grano russo sulle tavole e il gas del riscaldamento acceso a 24 gradi? Perché questo ipocrita pacifismo tutto miele e arrendevolezza dovrebbe farci da bussola? La pace è una costruzione. La pace si conquista. E ai dittatori si resiste. Questa volta la canto io Bella ciao…”

So che Lei è un cultore della poesia di Fabrizio de Andrè. Ricorda la Canzone del Maggio. La prima strofa:

“Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti …”

 

Dott. Pisani, la cultura dei nostri anni giovanili. Legata a modelli di partecipazione, condivisione di ideali, consapevolezza dei processi storici, ma anche all’impegno diretto per migliorare, cambiare, costruire nuova società. Tutto questo non c’è più. Come ha scritto la mia amica Erika Marcantonio: c’era una volta la vita: era il luogo in cui ti provavi i vestiti e ti baciavi, ti accoppiavi, ti lamentavi del capufficio e violavi gli arresti domiciliari, cucinavi e sanguinavi. Poi sono arrivati i telefoni con incorporato un obiettivo fotografico. «Il bello di questo secolo è che, quando pensi che il senso del pudore sia azzerato, esso ti sorprende scendendo sotto lo zero”. Siamo sotto lo zero. La guerra ci ha preso di sorpresa. Molti la vivono come un fastidio. Non ne colgono la drammaticità e la complessità. Come se fosse un’ interruzione della nostra normalità. Poi, in pochi si rendono conto che quella normalità è anche mediocrità.

Ce l’ha con il pensiero unico dominante. Con l’idea del politicamente corretto. Con il pacifismo di maniera…

 Che dio ci liberi da alcune categorie di intellettuali, sia i putiniani pentiti che i radical chic da salotto. Vogliono la pace e vorrebbero che Zelensky si arrendesse. Ma solo per non doversi contraddire e soprattutto per evitare di cambiare opinione

 

PUTIN STRIZZA OCCHIO UE

Invece, più in generale sulla guerra vera e propria e su Putin.

 Ha visto i festeggiamenti a Mosca per l’annessione della Crimea. Mi hanno ricordato i festeggiamenti di Benito Mussolini per l’occupazione dell’Albania e della Libia. Quasi cento anni fa. Non credo che dobbiamo aggiungere altro. Fa bene il popolo ucraino a resistere. Per la libertà si può anche morire, dott. Pisani.

Una settimana fa  ha tenuto una vera e propria lectio magistralis per gli Accademici Tiberini di Basilicata. Una lunga riflessione sul tema dei festeggiamenti per i venti anni dell’Euro, ma anche una disquisizione sull’Europa, su questa guerra e sui nuovi equilibri geopolitici. Mi ha colpito quando ha parlato del riproporsi del concetto di frontiera.

 Si. Grazie. E’ stata una serata ricca di contributi e foriera di una discussione di alto profilo. Penso questo: la diversa interpretazione del concetto di democrazia corre proprio sul percorso di una nuova frontiera, una linea che divide due diverse concezioni del potere, due teorie del comando, due ideologie in formazione. Da un lato la democrazia compiuta della Ue, impegnata costantemente a tradurre in regole il suo credo nelle istituzioni e nei diritti. Il nostro esemplare idealismo liberale e democratico. Dall’altro lato il sovranismo delle nuove “democrature”, impegnate a svellere gli istituti di difesa dello Stato di diritto e i meccanismi di affermazione quotidiana dei diritti fondamentali, dalla libertà di informazione alla contendibilità del comando, attraverso il libero gioco della politica…”

Onorevole, come se la storia, dopo aver fatto un giro,  ritornasse al punto di partenza, incapace di uscire dai vecchi equilibri. Secondo Lei, per dirla più semplice possibile, dall’altra parte della frontiera troviamo nel 2022 il “nemico ereditario” dell’Europa politica: l’Est che ritorna. L’imperialismo russo che prova a rimontare sulla storia. I punti cardinali sembravano smarriti in quella parte del mondo, ad Est. Peraltro, era crollata la pietra divisoria che separava i due campi: il Muro di Berlino, vero meridiano zero del pianeta, che col primitivismo del cemento e del filo spinato distingueva l’Est dall’Ovest.

Il Muro, simbolo armato di una guerra sospesa, che su quella barriera aveva il suo laboratorio d’esercitazione e il campo magnetico su cui scaricare tutte le tensioni di un conflitto latente.

 

Proprio così, dott. Pisani. Lo smantellamento del Muro ha liberato Paesi e destini, cambiando la mappa d’Europa, ricucendo il continente, mentre la fine dell’Unione Sovietica prosciugava ideologicamente il concetto di Est, e lo riduceva a una pura interpretazione geografica.

Oggi, l’Est torna a dare identità a un pezzo d’Europa, a dare forma di potenza a un pensiero alternativo, a incubare tra Russia, Bielorussia, e il destino dell’Ucraina, della martoriata Ucraina, tutte le crisi dell’epoca, per scaricarle sull’Europa. Di nuovo, due europe si fronteggiano, l’Ovest ritrova il suo Est e ricomincia la contrapposizione perenne. Speriamo che si trovi una mediazione. Ma finché c’è in campo Putin la vedo difficile.

Una battuta sulle difficoltà economiche. Sui prezzi energetici, sulle sanzioni alla Russia.

 Le sanzioni sono giuste, anzi arriverei ad una stretta maggiore. E’ un prezzo che dobbiamo pagare. I costi energetici e delle materie prime esplicitano la fine di un periodo storico. Il fallimento della globalizzazione e di un mercato mondiale in cui ci si fida reciprocamente. Non sarà mai più così. Russia, Cina, Stati Uniti, Europa. Il mondo sarà diviso in questo secolo per grandi blocchi. Ecco l’Europa , come dice Draghi, deve risolvere le questioni di difesa comune, di politica estera e quelle economiche insieme. Bene l’alleanza atlantica. Ma non dobbiamo esserne schiavi. Anche un eventuale nuovo debito per stampare moneta dovrà essere garantito da tutti. Nessuno può essere lasciato indietro. Solo così, e non in un brevissimo periodo, si potrà costruire un modello di coesione che dia impulso ad un Europa (con i suoi stati) più solida e florida.

Chiudiamo con un paio di domande sulla crisi in Regione Basilicata. Fratelli d’Italia è salita sull’Aventino dell’opposizione. Ha raccattato l’ex assessore, Leone e perso il nuovo componente dell’esecutivo, Baldassare. La sinistra, anche i sindacati, chiedono subito lo scioglimento del Consiglio Regionale.

Esistono regole democratiche invalicabili. Se ci sarà una mozione di sfiducia, se si dimostrerà con i voti che non esiste più una maggioranza si dovrà per forza tornare a votare. Ma io non ci credo. Nessuno vorrà anticipare le elezioni regionali. Non fino a quando si terranno, a fine inverno prossimo, le elezioni politiche. E’ quello il punto di snodo. E poi, Le chiedo, perché Fratelli d’Italia dovrebbe far deflagrare il centro destra lucano. Come farebbe poi a chiedere di ricostruirlo.

Si, Onorevole. Può essere. Come può anche essere che nessun partito sia pronto ad elezioni regionali anticipate. Ma io le ho chiesto un’altra cosa. Mi dia un suo giudizio sulla crisi, lo faccia, se può, con nettezza.

 A proposito di quanti invocano nuove elezioni in Basilicata. Sfido i possessori di verità assolute ad evitare giudizi trancianti sulla politica, fosse anche una politica traballante. Sono gli uomini, spesso con le loro scelte, a condizionare l’esito degli eventi. Serve recuperare memoria storica e lealtà di giudizio. Sarò chiaro, nettissimo, come Lei mi ha chiesto. Il presidente Bardi ha avuto il coraggio di esplicitare la nudità di un potere fine a se stesso. Non c’è bisogno di chiederglielo di sospendere una esperienza politica. Lo farà da solo se la crisi si renderà ineluttabile. Chi urla ora di tornare al voto sposa l’onda lunga dell’isteria collettiva non l’urgenza e la responsabilità del momento. La gravità della situazione non prevede elezioni anticipate. Non serve essere uomini di parte, ma donne e uomini al servizio della verità e della realtà per come si sviluppa. Ci sarà un momento non lontano in cui si farà questa conta. Allora sperimenteremo la coerenza di tutti. Partiti, alleanze, amici, opportunisti, avversari e nemici. Il mio auspicio, avendo contribuito molto storicamente a costituire il centro destra lucano, è che soprattutto gli antagonisti del vecchio potere, che il centro destra attuale non abbia memoria corta e trovi la sapienza per ricompattare un fronte, fatto, non di singole ambizioni, ma di bene comune ed interesse generale. A meno che non ci siano all’orizzonte della politica, non solo regionale, nuovi scenari ed alleanze diverse da quelle che abbiamo conosciuto fin ora. Anche se, aggiungo e chiudo, la legge elettorale per le elezioni politiche si muove in direzione opposta a questa suggestione. E suggerisce le tradizionali alleanze di centro destra e di centro sinistra allargata ai Cinque Stelle. Ma in politica, mai dire mai.

 

 

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