C’è un passaggio nel comunicato stampa con il quale I tre consiglieri dei cinquestelle sollecitano l’amletico Cicala a ricordarsi del suo ruolo di Presidente e a convocare l’Assemblea regionale per discutere della mozione di sfiducia presentata da Pd e appunto il Movimento 5S ( riunione poi convocata per il 28 di questo mese), e quel passaggio merita riflessione, discussione e risposte politiche. E cioè che questa situazione imbarazzante che si è determinata in Regione deve essere un monito anche per coloro che intendono intraprendere un progetto comune alternativo al governo di centrodestra. Le accozzaglie messe su per rastrellare più voti possibile non garantiscono alcuno scenario di sviluppo concreto per questa regione: il fallimento dell’armata Brancaleone di centrodestra ne è l’esempio plastico. Il vero sviluppo di un territorio passa per il perseguimento del bene comune e non da meri calcoli, del tutto virtuali, di soppesamento dei pacchetti di voti dei capibastone di turno. Parole forti, ma che esprimono un concetto chiaro. Stiamo facendo opposizione dimenticandoci di costruire uno schieramento alternativo che sia strutturato e fondato su regole e programmi. E cioè anche noi opposizione, che pure vorremmo candidarci a sostituire questa classe di governo che si sta dimostrando litigiosa ed inefficace, se non ci ripieghiamo a capire come dare spessore e gambe ad un progetto politico di alternanza,rischiamo di imbarcare gli avventurieri della politica, quelli che mettono sù liste e listarelle per poter acchiappare un consigliere col quale partecipare alla spartizione del potere attraverso il gioco dei veti, dei ricatti, dei passaggi da una parte all’altra, degli accordi sotto banco. In altre parole ,ripetere lo stesso indecoroso spettacolo cui stiamo assistendo. Perché in fondo, è questo è il senso del messaggio da cogliere ,sarà pure questione di uomini , ridotti a non essere portatori di istanze collettive ma portatori di se stessi, ma è soprattutto il decadimento della politica, l’assenza dei grandi partiti, l’inesistenza di una coalizione che non invoglia la gente a scegliere decisamente una alternativa. Così che il rischio è che si ricada nella stessa identica situazione di ingovernabilità. Si, se la gente sfoglia la margherita, incapace di scegliere con decisione, è perché all’orizzonte vede solo il ritorno alle cose di ieri, che, se pure non hanno raggiunto il degrado di questa legislatura, non rappresentano certamente una alternativa vera. E dunque il nuovo sarebbe da costruire con un progetto che abbia contenuti e metodi, magari partendo dall’esame di quello che questa legge regionale ha comportato e presentando da ora i correttivi necessari che evitino il passaggio di casacche, la sterilizzazione degli equilibri sanciti dal voto e alcuni meccanismi procedurali innescabili nel caso di impossibilità ad andare avanti. Perchè ,se non ci sono meccanismi con cui una maggioranza può difendere il proprio progetto di governo dagli avventurismi di singoli consiglieri,la soluzione rimane solo il ritorno al voto, che nessuno vuole e che, proprio per questo, agevola paradossalmente contorsioni e marce indietro, come clamorosamente si sta registrando in questi giorni con una giunta che torna a modificarsi dopo dieci giorni e con un presidente che è costretto a ingoiare pubblicamente il suo indecisionismo. Ebbene l’amara conclusione è che non possiamo contare solo sulla capacità di mediazione di un Presidente o sulla sua vera o presunta propensione a sgomberare tutto e a indossare i panni del Cincinnato di turno, ma dobbiamo partire da un interrogativo iniziale per un’alternativa credibile e duratura: come assicurare vera governabilità al sistema regionale penalizzato da una legge costituzionale che ha ridotto a due teste la differenza tra maggioranza e opposizione col rischio che quelle due teste…. Rocco Rosa
L’ALTERNATIVA A BARDI STENTA A PARTIRE
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