La crisi energetica conseguente alla guewrra in ucraina sta mettendo fuori mercato il sistema delle imprese, a partire da settori fondamentali dell’economia italiana, che vanno dall’agricoltura ,alla siderurgia, alla meccanica, al made in Italy. Gli interventi sinora prodotti , se non sono un pannicello caldo, non bastano però a metetre tranquillità nell’economia italiana, per cui è necessario metgtere a punto una vera e propria strategia di superamento di queste difficoltà. Le Regioni cercano di portare il Governo ad un tavolo di lavoro congiunto per definire una strategia e avanzano già alla vigilia alcune proposte specifiche la prima delle quali riguarda la programmazione del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e del fondo complementare per reindirizzare le misure e le risorse verso obiettivi più funzionali all’interesse attuale del Paese quali il sostegno dell’occupazione e il rilancio dell’economia, specie verso quei settori maggiormente colpiti dalla crisi. Sotto tale profilo, occorrerà in primis delineare misure finalizzate ad assicurare alle imprese la continuità produttiva poiché, in questa fase di ripresa economica, che vede il picco di ordinativi, il configurarsi di un rallentamento/blocco delle produzioni con la conseguente necessità del ricorso agli ammortizzatori a causa del costo elevato dell’energia e delle strozzature negli approvvigionamenti delle materie prime, potrebbe compromettere la sopravvivenza stessa delle imprese sui mercati. Pertanto, sarà necessario operare per pervenire ad un “tetto al costo” dell’energia, vigilando con attenzione ed intervenendo sulle speculazioni nel prezzo causate dalle incertezze dei mercati; monitorare e valutare i contraccolpi del conflitto sulle filiere e sui prezzi delle materie prime per definire a livello nazionale delle strategie di diversificazione negli approvvigionamenti nonché considerare le criticità legate alla necessaria riconversione di interi settori produttivi. A tal proposito ,le questioni da approfondire sono:
- La sospensione o almeno il rinvio dell’applicazione dei nuovi oneri in bolletta che remunera a partire dal 1° gennaio 2022 i produttori di energia elettrica a fronte di standard di distribuzione adeguati e omogenei
- La riduzione delle accise e dell’IVA sul carburante per il settore agricolo e per quello della pesca;
- La rimodulazione delle aliquote di agevolazione per le componenti parafiscali della bolletta elettrica nei limiti previsti dalla normativa europea (art. 39 elettrico Com 200/2014/UE);
- La sterilizzazione allargata degli oneri di sistema in base ad un criterio di incidenza del costo dell’energia sul fatturato;
- Gli interventi sulle componenti parafiscali del gas (RE e RET) per le aziende gasivore;
- La resa strutturale dell’utilizzo del maggior gettito derivante dalla vendita all’asta delle quote di anidride carbonica;
- L’introduzione – per un periodo limitato – della compartecipazione finanziaria dei soggetti produttori di energia che stanno realizzando extraprofitti, attivata con modalità legate alla fiscalità ordinaria sugli utili lordi;
- La revisione del meccanismo di regolazione dell’energia elettrica autoprodotta dalle imprese agricole, dalle imprese agroalimentari, dai Consorzi di bonifica e dagli Enti irrigui, rendendo almeno paritetico lo scambio tra energia immessa in rete ed energia prelevata dalla rete;
- La cessione di energia rinnovabile elettrica «consegnata al GSE» ai settori industriali a rischio chiusura;
- La rateizzazione delle bollette e di gas ed energia elettrica;
- La previsione di una rimodulazione dell’intervento riguardante il credito di imposta sull’energia, con particolare attenzione al settore della manifattura;
- La previsione che il credito di imposta connesso ai costi energetici sia scomputato dal calcolo sul rating d’azienda;