Questa infelice legislatura regionale passerà come la più violenta dal punto di vista verbale e la più litigiosa tra tutte le legislature. C’è di più ed è che il livello della discussione si concentra solo su attacchi personali , su scambi di accuse e su toni che troverebbero una cornice più adeguata in una cantina dei nostri paesi. Ma l’originalità di questa situazione è che quel naturale confronto fra maggioranza e minoranza sta arretrando vistosamente rispetto al dilagare degli scontri tra personaggi della stessa maggioranza, così che neanche il tempo di chiudere una verifica e già la situazione si ripresenta ingestibile. Quello che inquieta è che ogni problema che potrebbe essere risolto con una telefonata , viene esposto così volgarmente e così maldestramente da diventare semplice innesco di una lite tra persone e tra partiti , così che facilmente si intravede, se non si cambia registro, una conflittualità così alta da paralizzare la stessa attività del Consiglio, diventato il nuovo ring per le scazzottate quotidiane. Rifiuto di credere che anche nelle altre regioni il dibattito possa scendere così in basso. Ma è certo che qui nessuno si chiede che cosa possa pensare un cittadino elettore di questo mandato rappresentativo messo sotto i piedi e diventato libertà di straparlare e di scazzottare, per non usare le espressioni di uno di questi lottatori sull’uso che farebbe della carta intestata. L’ultima di queste beghe nasce dalla denuncia del consigliere Piro di una mancata convocazione dell’ufficio di presidenza. Un diritto sacrosanto , se solo questa richiesta non fosse stata accompagnata da parole come “persona senza dignità” rivolta al Presidente. Rispetto al quale si possono esprimere molte riservE circa il modo di far rispettare l’autonomia e la funzione della massima assemblea elettiva regionale, ma non su aspetti che possano riguardare la sua irreprensibilità .E allora la domanda che bisogna fare riguarda chi e come deve fermare questa deriva verso comportamenti che nei fatti tolgono autorevolezza e prestigio alla istituzione regionale. Alcuni giornali ci vanno a nozze ma la Regione ne esce così imbruttita ed involgarita da scoraggiare qualsiasi cittadino a perseguire il suo ruolo di elettore. Se tanto mi dà tanto! Secondo me, occorre una rivisitazione urgente del Regolamento, con il preciso divieto di trascendere nel dibattito verso l’attacco personale, fino al punto da poter restituire al mittente un comunicato che contenga aggettivazioni improprie e volgari. Questo è il risultato di una politica che ha distrutto i partiti o ne ha fatto solo degli involucri che qualcuno usa a proprio consumo personale. Rocco Rosa
IL LINGUAGGIO DA CANTINA NELLA POLITICA REGIONALE
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