UN PD IN PREDA ALLA CONFUSIONE,TUTTO ISTINTO E NIENTE STRATEGIA

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Far cadere il Governo Draghi è stato un atto scellerato, frutto di meschini calcoli elettoralistici  di Lega e Forza Italia e di un antagonismo personale di Conte nei confronti del Premier, reo di essere intervenuto in fatti interni del Movimento cinquestelle . Solo che, mentre a destra i governisti hanno fatto finta di niente sapendo che da qui a due mesi possono presumibilmente prendere la guida del Paese ( il gioco vale la candela),  a sinistra hanno dato linfa all’eterno gioco dei veti: o noi o Conte, mai con I traditori.  Gioco nel quale Letta si è lasciato trascinare senza un minimo di esitazione: atteggiamento lodevole sul piano personale e morale, meno su quello tattico e strategico, angolo di visuale che un cittadino qualsiasi può ignorare, ma che un segretario del partito non può mettere in seconda linea, a meno che non  dia per scontato che la partita alle urne sia già persa e che bisogna ripartire da zero, affrontando con umiltà e determinazione  cinque anni di opposizione  nei quali costruire  l’ alternativa credibile di un partito che sa di dover giocare sui tempi lunghi . Poichè questo non è, Letta che conosce i sondaggi commissionati in questi giorni, sa che mettere in soffitta la strategia del campo largo, significa perdere la sola possibilità di entrare da protagonisti nello scenario politico post voto, conquistando l’unica cosa che ad oggi sembra alla portata e cioè la maggioranza al Senato. Per questa strana legge elettorale infatti  è teoricamente possible che una coalizione larga, alternativa al centro destra  possa arrivare a prendere la maggioranza al Senato, cosa che già di per sè sarebbe una vittoria e che sopratutto consentirebbe di fermare quella sciagurata deriva etico- morale di una seconda carica dello Stato affidata nientemeno che a Berlusconi.  Ora , di fronte ad un Movimento che si è collocato senza tentennamenti nel campo progressista, e di fronte ad un centro che non riesce a organizzarsi tra chi ha la riserva mentale di salire sul carro dei vincitori e chi quella di portarsi comunque una trentina di parlamentari salvo poi vedere che cosa fare, il segretario del pd  rischia di  rimanere impantanato in alleanze spurie, portatrici di messaggi contradditori, giocandosi la vera possibilità di costruire da subito un soggetto progressista , vocato alla difesa dei più deboli, consapevole delle responsabilità da assumere nella transizione ecologica, difensore dei valori di libertà e dei diritti individuali dei cittadini. E tutto questo per seguire persone che hanno già dato ampie prove di mancanza di serietà, di inclinazione a sfasciare, di colpi di testa che il Paese ha già giudicato e condannato. E dunque il discorso che un leader del calibro di Letta dovrebbe fare è quello che il campo largo è la sola possibilità di frenare la deriva politica e che chiunque ponga veti non si dimostra all’altezza delle responsabilità che i tempi richiedono. Il vero confine è battere la destra che inquieta l’Europa e indebolisce l’Italia. E quindi è il tempo dell’emergenza che dovrebbe indurre tutti a portare il proprio secchio dell’acqua  senza attardarsi alla ricerca delle responsabilità dell’incendio. Giocare a chi è più vicino a Draghi, e che pertanto isola e punisce chi lo ha fatto cadere, ( quando i veri responsabili dall’altra parte si sono già autoassolti in quattro e quattr’otto)  può andare bene per chi  va cerca di puntellare la sua scarsa credibilità  ( Di Maio, Renzi)  non per un partito che ha una classe dirigente  capace e responsabile e che non ha bisogno di ispirarsi ad una persona per testimoniare la propria idoneità alla guida di un Paese. Si trovino forme per mettere insieme ,ma distinti, centro, riformisti e sinistra ambientalista  e si faccia un programma di sintesi credibile in cui la gente comune possa ritrovarsi.  Perchè in questa storia, se ben guardiamo, nessuno  è esente da colpe.  Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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