
ANGELA MARIA GUMA
Il Bronzo antico ( 1700-1500 a.C.)


FIG.2 GLI ENOTRI
Fig. 1 – Siti età del bronzo
Nell’età del Bronzo alle diverse facies eneolitiche subentra una cultura omogenea ed unitaria denominata Appenninica dalla dorsale montuosa lungo la quale si diffonde.
Al Bronzo antico corrisponde il momento iniziale definito protoappenninico o appenninico antico, risultato del processo di maturazione di precedenti componenti culturali. Questa fase è attestata in Basilicata nei dintorni di Matera a Santa Candida e S. Martino; nella fascia costiera a S.Marco di Metaponto, Pomarico, Serre di Pisticci, Piano del Pirazzetto ed inoltre nelle Grotta 1 e 2 di Latronico nell’alta valle del Sinni.
In Basilicata, come anche in Puglia e in Calabria, i siti sono rappresentati soprattutto da sepolcreti. Tombe del tipo a grotticella artificiale sono presenti nella necropoli di S. Martino nella variante con pozzetto cilindrico e camera a pianta ellissoidale con nicchia laterale mentre a S.Francesco la camera è a pianta
quadrangolare. Tombe individuali con ricco corredo, attestanti l’individualizzazione del defunto, sono state rinvenute in contrada Pane e Vino a Tursi, a Parco dei Monaci e soprattutto a Pomarico. L’insediamento è ancora di carattere sparso come già nell’Eneolitico e a volte di breve vita. Gli abitati all’aperto si attestano generalmente su alture in posizione di controllo del territorio circostante; continua la frequentazione delle grotte anche ad uso cultuale. Il villaggio di S.Marco presso Metaponto rappresenta il punto d’incontro fra Eneolitico e prima età del Bronzo, da S.Candida sono stati individuati fondi di due capanne sovrapposte a un precedente insediamento neolitico; una stazione di carattere temporaneo è attestata a Piano del Pirazzetto; i materiali delle grotte di Latronico rivelano importanti rapporti con la Campania e l’area tirrenica. Elemento caratterizzante di questa fase culturale risulta essere la ceramica d’impasto di colore nero, con superfici scabre e decorazioni a cordoni lisci o a pizzicato o a tacche o fitte impressioni di vario tipo, che coprono tutto il corpo del vaso (come a S. Marco) e riflettono il gusto proprio del protoappenninico per le superfici plastiche. In ogni caso se il Protoappenninico presenta genericamente un aspetto unitario,
è possibile cogliere alcune varianti regionali; la cultura materiale di S. Marco ad esempio si ricollega con l’area campano tirrenica (Tufariello di Buccino) attraverso le vie fluviali per saldarsi ad una sfera culturale più vasta che da un lato si stende fino al Golfo di Napoli dall’altra ha apporti dalla cultura eoliana del Milazzese. Le forme, semplici ed essenziali, soprattutto ciotole carenate munite di anse o manici e quelle legate alla lavorazione del latte, fanno parte della suppellettile quotidiana della civiltà appenninica caratterizzata da un’economia agricolo- pastorale.


Fig. 3 – Ceramica Civita di Paterno
Il Bronzo medio (1500-1300 a.C.)
La cesura fra Bronzo Antico e Medio è data, oltre che dall’evoluzione della ceramica, dal nuovo assetto territoriale che presenta in generale insediamenti più stabili e una plurisecolare continuità di vita nella maggior parte degli abitati meridionali. Il modello insediativo principale continua ad essere costituito dal sito su altura, posto su un pianoro naturalmente difeso e in posizione dominante, funzionale al pieno controllo del territorio; la continuità di insediamento fra Bronzo antico e medio è attestata anche nelle grotte. In Basilicata il momento iniziale del Bronzo medio è rappresentato dai resti di strutture abitative a Piano Sollazzo di Rotondella; le grotte 1 e 2 di Latronico mantengono la loro funzione abitativa 1 . A Civita di Paterno e Murgia S. Angelo di Moliterno, nell’alta Val d’Agri, l’insediamento aveva carattere stagionale, mentre S. Vito di Pisticci e S. Maria d’Anglona sono villaggi stabili a controllo il primo della valle del Basento e il secondo delle basse valli del Sinni e dell’Agri. Si afferma la ceramica fine nera, la cui evoluzione si manifesta nelle forme più varie. Accanto ai tradizionali bollitoi compaiono vasi più elaborati: vasetti tronco-conici, scodelloni troncoconici a pareti tese o a collo rientrante, ciotole a corpo ellissoidale con spalla arrotondata o carenata, sostegni a clessidra. Le anse a nastro trapezoidale stretto e allungato presentano apici revoluti o ad ascia e i manici trapezoidali hanno un foro triangolare alla sommità. La decorazione consiste in “ fasce marginate da linee incise e campite da fitto punteggio, formanti motivi a spirali, a volute, a onde o motivi geometrici a sviluppo lineare come il meandro. Talvolta è ravvivata da una sostanza colorante bianca contrastante con il nero delle superfici vascolari.” Differenze si avvertono nell’ambito degli stili decorativi ceramici fra area campano-tirrenica, in cui sono inserite le zone interne dell’Agri e del Sinni, con un più esuberante repertorio decorativo di motivi curvilinei e ionico-adriatica con ceramica prevalentemente inornata, come nei villaggi costieri pugliesi e lucani ( S. Maria d’Anglona e S.Vito di Pisticci).
Il Bronzo recente (1300-1200 a.C.)
Il passaggio dal Bronzo medio al recente, la cui corrispondente facies culturale è il subappenninico, comporta la stabilizzazione e la crescita numerica degli abitati. La scelta dell’insediamento è strettamente in rapporto alle caratteristiche del terreno e al controllo delle vie di comunicazione. La tipologia abitativa prevede la capanna a pianta circolare o ovale. Continuità di vita è attestata unicamente negli insediamenti costieri di Puglia e Basilicata, dove oltre a S.Maria d’Anglona e S.Vito di Pisticci, nasce il nuovo abitato di Termitito, che domina il basso corso del Cavone e un ampio tratto dell’arco ionico. Quest’ultimo sito si segnala per l’abbondante documentazione di importazioni micenee, che lo inseriscono nel circuito commerciale egeo in Italia meridionale, di cui sono parte attiva i centri fortificati pugliesi di Porto Perone e Scoglio del Tonno. Tipiche di questa fase sono le anse con appendici plastiche (cilindro-rette e cornute).
Il Bronzo finale (1200-1000 a.C.)Nel Bronzo Finale o protovillanoviano gli abitati presentano improvvise interruzioni testimoniate da livelli d’incendio e sorgono nuovi abitati, in particolare Timmari. Il modello insediativo, più aperto del precedente, è formato da piccoli nuclei sparsi di abitazioni su pianori vicini e sui rispettivi pendii; rientrano in questa tipologia S. Maria d’Anglona, Termitito, Montescaglioso, S.Vito di Pisticci. L’attestazione di nuove componenti etnico-culturali è data dalle forme vascolari, dalla decorazione e dal rituale funerario dell’incinerazione. Il repertorio ceramico è costituito da vasi situliformi, ciotole con collo rientrante a costolature oblique, ciotole carenate con decorazione a solcature. Le forme più di rottura con il passato sono i vasi biconici entro cui sono contenute le ceneri del defunto nella famosa necropoli di Timmari. Sulla costa ionica si intensifica il commercio con il mondo egeo-miceneo, da cui verranno mediati alcuni degli elementi decorativi che daranno vita alla produzione locale di ceramiche dipinte con decorazione geometrica del tipo c.d.Proto-geometrico enotrio-iapigio.
- BIANCO S., CATALDO L., L’insediamento “appenninico” di Civita di Paterno (Potenza), Galatina 1994.