di R
OCCO PESARINI
In questi giorni si discute (per chi ne ha voglia) sull’uso della tassa di soggiorno introdotta a partire dal 1° agosto (ho lanciato l’idea di utilizzarlo per un cartellone di eventi estivi mentre l’amministrazione comunale ha suggerito la possibilità in futuro di un grande concerto da tenersi d’estate utilizzando i medesimi fondi) a fronte di quella che ho definito essere una “sonnacchiosa estate” in città.
E in questa languida sonnolenza, è caduta “quasi a fagiolo” la festività di San Rocco con l’usuale suggestiva Processione e tutte le celebrazioni ecclesiastiche doverose.

Ma per il resto? Come si è onorato il Santo – copatrono di Potenza – anche da un punto di vista laico e di mero intrattenimento come successo in tutti o quasi i paesi lucani dove molto forte è il culto per il Santo di Montpellier? Se il silenzio può equivalere a rimarcare il nulla, lo utilizzo.
Occorre ovviamente dire che sono anni che non ricordo festeggiamenti il 16 agosto o nei giorni prima o dopo. E mi chiedo se non sia arrivato il momento, magari andando a riempire proprio quel vuoto che qualcuno ha evidenziato essere tipico del periodo estivo potentino, di iniziare a ragionare su una “festa copatronale” agostana in onore del nostro amato San Rocco.
Ovviamente è un progetto che deve essere ideato, organizzato e realizzato in un’ottica di stretta sinergia tra parrocchia, curia, amministrazione comunale e volontari, sperando e confidando nella nascita e nella crescita di una o più associazioni che riescano a realizzare, come accade per la festa patronale di San Gerardo, quel bel lavoro che consente di vivere giorni belli nella parte finale di maggio prima e ottobre poi.