VA DI MODA IL “FATTO IN CASA”

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ANNA MARIA SCARNATO

Sei giorni fa su facebook e successivamente su  alcune testate   giornalistiche come Sassilive e Radio Laser News, il Corriere lucano, si poteva leggere il testo di quello che sembra essere una denuncia vera e propria sulla illegalità di somministrazioni vaccinali tenute nell’hub di Bernalda  “dietro il Municipio” nei locali dell’auditorium comunale.   Secondo quanto scritto dal gruppo consiliare di opposizione “Insieme- Bernalda è Metaponto” il Sindaco non presenziava sempre alle inoculazioni del vaccino, lasciando che il servizio fosse svolto da sedicenti operatori sanitari, professionalmente incompetenti, sottointendendo un abuso dell’amministrazione nell’esercizio del cosiddetto ”ius variandi”, ossia nell’impiego di un dipendente per mansioni che non spettano da contratto. Si pone l’attenzione poi, sulle inesatte e fuorvianti informazioni che   “il presunto hub” rilasciava agli utenti alcuni dei quali rimandati indietro e ritenuti non vaccinabili, non osservando i parametri dettati dal  Ministero della Salute sull’intercorrenza tra un contagio virale subito e l’effettuabilità della vaccinazione successiva. Giusta circolare dell’8 aprile 2022.  A dir del gruppo di opposizione che, in alcune parti dello scritto, afferma  convintamente la irregolarità di procedure sanitarie in merito all’allocazione delle relative operazioni e alla somministrazione da parte di soggetti non autorizzati dai protocolli, in altre parti pone  interrogativi lasciando al lettore, o a chi deve vigilare sulla correttezza di atti così importanti per la tutela della salute pubblica e verso i quali  spesso per la situazione emergenziale concede tolleranza, una personale e parziale interpretazione che non chiarisce le idee ma inquieta insinuando un’insicurezza che certamente non va a favore della disponibilità e la predisposizione  della popolazione a farsi  vaccinare e arginare   un contagio difficile da eliminare fino a quando l’immunizzazione non abbia interessato ogni persona.   Ci si chiede, a tal punto, quale sia la verità,  se il problema sollevato dal gruppo di opposizione possa essere solo strumentale o abbia focalizzato un rischio dovuto all’approssimazione di operazioni che richiedono invece la massima scrupolosità sanitaria, se l’illiceità di un “hub” vaccinale così descritto sia frutto di accordi tra un sindaco e l’ASM considerato che il punto vaccinale non risulta, a loro avviso, nell’elenco regionale. Ed anche il perché il sindaco  lasci cadere il tutto nel silenzio, convinto e sicuro magari che l’aver vinto le elezioni comunali e l’empatia stabilita con la comunità che in lui si identifica tanto da porsi in una condizione di accettazione fiduciosa e non critica e giudicante, lo rendano “immune” e,  persuaso che l’entusiasmo resista e  perduri tanto da “addormentare” la percezione umana dei pericoli che si possono correre, prende alla leggera certe iniziative   solo per la ragione di offrire agli abitanti la comodità di potersi vaccinare sul posto. E intanto “la cura” per il covid diviene anche opportunità per l’immagine di un Sindaco vicino ai cittadini.  Complice  un governo regionale confuso e casinista che in piena pandemia consentiva  l’apertura di hub senza porsi la legittimità e la correttezza di percorsi proposti e definiti quasi   iniziative “benefiche” ed eroiche a supporto di un servizio sanitario che faceva acqua da ogni parte. Era importante   colmare il disappunto della popolazione della pianura che si doveva  spostare tra i calanchi ed oltre e perciò avrebbe visto un centro vaccinale approssimato come la salvezza del popolo. Solo più tardi dalla Regione si è  concesso, infatti, all’ospedale di Tinchi l’apertura di un centro vaccinale.  E perché non ricordare il consultorio di città attivato con tanto ritardo, funzionante solo a singhiozzo e che ospitava secondo  un strano calendario  i medici di famiglia disponibili a vaccinare i propri assistiti. Anche qui non si è compreso il perché  le dosi per i vaccini erano pochissime e in alcuni casi gli stessi medici dovevano recarsi in Comune, depositario delle fiale, a reclamare la fornitura spettante ai propri iscritti   per quel giorno. Un Comune con impiegati non autorizzati dalle ASM se non dal loro sindaco a distribuire ai medici le dosi?  Un Comune solo perché diretto da un medico fa “indossare il camice” anche ai dipendenti? Un comune che svolge le funzioni di un apparato come le ASL?. Si pensi come meglio aggrada e secondo le influenze e le appartenenze a cui si può essere soggetti, ma sul discorso della salute pubblica, sul diritto di essere informati nel modo giusto e dalle persone preposte, non si può transigere. E’questo il nocciolo che si estrapola dal contenuto che sotto integralmente riportiamo.

Le risposte non arrivano a soddisfare dubbi e perplessità sullo scritto pubblicato dai consiglieri e, nel caso contrario,  si è certi che sarebbero  state     studiate ad arte, quella copiata dai migliori comunicatori di messaggi pubblicitari, ”ingaggiati per aumentare i profitti” di una vera azienda servendosi di strategie persuasive. La verità se non è quella che viene fuori da quanto denunciato dal gruppo di opposizione del consiglio comunale, se non è quella che il silenzio scelto dall’amministrazione che preferisce comunicare eventi distrattivi che puntano alla percezione dell’immagine all’esterno per una collocazione sul “mercato” elettorale e al quale non fa comodo dare giusta contezza dei fatti quanto invece gli è preferibile   salire e biascicare due parole da un palco artistico per la sua visibilità da una posizione dominante, nelle serate di festa popolare,  che sia la verità quella pura che solo gli organi preposti alla verifica di atti pubblici e di procedure conformi alla legge  potranno  chiarire e restituire ad una comunità nella sua veste trasparente e non inquinata dai ruoli politico-istituzionali del momento. La comunità, risvegliata dall’incanto delle ferie d’agosto e dalle feste Bernardiniane della città di Bernalda,  attende ora che l’opposizione “Insieme- Bernalda è Metaponto” abbia il coraggio di inoltrare le osservazioni-denunce a carico dell’amministrazione presso gli organi competenti.

Nel contempo torna alla memoria l’inizio della pandemia quando ancora non c’era un vaccino e l’amministrazione del marzo 2020, capeggiata dallo stesso sindaco con una maggioranza che comprendeva quattro dei consiglieri oggi oppositori e mittenti dei rilievi in questione, eseguiva i test covid-sars sul palazzo comunale, tanto da provocare una reazione di alcuni consiglieri di “Scelta comune”, minoranza in consiglio, a sottolineare l’inadeguatezza del luogo e la esposizione al rischio contagio dei dipendenti comunali stessi. Operazioni condivise dagli stessi consiglieri che solo  oggi che non siedono nei banchi  dei vincitori si accorgono di come il Sindaco, che conoscono meglio delle loro tasche, prenda iniziative singolari e discutibili. Oggi, che non sono più i suoi assessori di giunta, si scandalizzano che la loro guida di un tempo passato prossimo è lo stesso che attua o un programma ideato e perseguito senza intrusioni o delega nelle assenze molteplici ai sottoposti? Non lo hanno forse sostituito nelle manifestazioni, nel ricevimento della cittadinanza che sul palazzo ci andava per parlare con il Sindaco, nel prendere o “nel perdere il treno dei progetti che passavano e spesso non si fermavano alla stazione di Bernalda e Metaponto” ? Non è forse la stessa persona che non ama soddisfare le domande relative alle   criticità e senza tenere in considerazione  interventi e interpellanze di vario genere lascia che il riportato scritto o verbale che sia decanti affinchè, prendendo tempo e passando il tempo “l’acqua risulti sempre limpida e chiara e la si possa “dare da bere”? E allora basta con i dispetti uguali a quelli tra innamorati di un tempo e poi divorziati. Ci vogliono i fatti, se ci sono.

Si riporta il testo comparso su facebook a nome del gruppo di minoranza  e pubblicato dai quotidiani summenzionati.

16 Agosto 2022

Un centro vaccinale improvvisato

Succede a Bernalda. Nel cosiddetto centro vaccinale situato presso l’auditorium comunale: nella stessa giornata ad una donna viene negata la quarta dose di vaccino anticovid, in quanto, a detta del personale (non) sanitario. La paziente, avendo già contratto il virus un anno prima ed effettuato 3 dosi di vaccino (l’ultima a gennaio 2022), nonpossiede i requisiti, e ad un uomo, guarito dal Covid15 giorni prima, viene inoculata la 4^ dose senza che neanche gli venga chiesto se abbia mai contratto la malattia. Sono i paradossi dell’era della pandemia, o forse solo superficialità,incompetenza ed approsimazione? Eppure quel centro, che neanche figura tra gli hub vaccinali della regione, era stato voluto dal sindaco Tataranno e proprio”dietro casa”, ovvero nel locale comunale alle spalle del municipio, piuttosto che presso il distretto dove inizialmente era stato ubicato. In quel Centro il sindaco-medico, all’indomani della sua terza elezione, sostituendosi completamenteall’ASM, aveva preso in carico le operazioni vaccinali, recandosi direttamente a Matera per ritirare le fiale di vaccino, reclutando personale volontario(?9 e somministrando in prima persona i vaccini, mosso da un autentico desiderio di porre la sua professionalità al servizio della comunità di Bernalda. Prima i tamponi, poi i vaccini: un sindaco che può prendersi cura dei cittadini è una vera manna dal cielo!

Peccato che, dopo qualche settimana, il sindaco-salvatore scompariva dal palco del suo auditorium, lasciandolo nelle mani dei suoi uomini di fiducia, evidentemente incompetenti in materia sanitaria, vista la loro incapacità di comprendere il significato dell’ultima Circolare del Ministero della Salute che raccomanda la somministrazione della 4^ dose dopo almeno 120 giorni dall’ultima dose o infezione.Peccato che quella sala, dove ogni martedi inocula vaccini, ritorni poi alla sua destinazione originaria, ospitando eventi aperti alla cittadinanza come convegni, presentazioni di libri, concerti. Certo, la comunità din Bernalda avrebbe meritato, a tutela della salute di tutti, un centro vaccinale in sicurezza sanitaria e regolarmente autorizzato, così come avrebbe meritato quella Casa di Comunità mai ottenuta, da cui tanti cittadini avrebbero tratto benefici. Questa breve storia triste lascia l’amaro in bocca, tanto più che la donna, respinta una seconda volta dopo una settimana ,ma solo perché dichiara spontaneamente di aver contratto il Covid un anno prima, dopo due giorni viene vaccinata all’ospedale di Tinchi. Non sappiamo quali saranno gli effetti della vaccinazione sul paziente guarito da pochi giorni, ma siamo certi che il sindaco di Bernalda, di cui ben conosciamo le infinite doti di persuasione, saprà chiarirli a noi e a tutti i cittadini…soprattutto in questo periodo!

Gruppo consiliare di minoranza “Insieme-Bernalda è Metaponto”

 

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