
di Franco Cacciatore
La farmacia Carlucci di Melfi, la più antica della Basilicata, che aveva chiuso la storica sede per una controversia nel 2020, agendo in altra attigua, diviene museo. L’apertura straordinaria organizzata dalla
Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, in collaborazione con il titolare, Camillo Carlucci, domani sabato 17 e domenica 18 dalle ore 10 alle 14, alla presenza delle Autorità cittadine. L’iniziativa dal titolo “La Farmacia Carlucci di Melfi tra stile Liberty e antiche pratiche officinali”, a cura delle responsabili della Soprintendenza, Barbara Improta (Storica dell’Arte) e Antonella Iacovino (Demoetnoantropologa), vedrà nel corso delle visite programmate illustrazione della storia dell’antica farmacia e il patrimonio di prassi e conoscenze, trasmesso ininterrottamente fino ad oggi dai proprietari e dai frequentatori.

IL DR.GENNARO CARLUCCI
Senza dubbio un risultato positivo, da noi auspicato in precedente servizio, che ridà alla città un’opera d’arte inclusa fra le antiche farmacie d’Italia dall’Accademia Italiana di Storia delle Farmacie e considerata da decreto del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali opera d’arte e per l’arredo e per la dotazione di strumentazione, fra cui vasi e oggetti di laboratorio, risalenti al XIX secolo. In questo lasso di tempo nella gente si avvertiva la privazione di “vivere” la sua farmacia. Addirittura figura in presepe del 2020, quasi a chiedere ai Magi il dono della riapertura.
Ci appare opportuno anche tracciare un pò la storia della farmacia, che trova la prima collocazione nel 1700 nel palazzo gentilizio Lancieri di fronte al vecchio nosocomio, nato nel 1500, come Opera Pia.

Foto d’epoca
A metà dell’800 si trasferisce nel centralissimo corso Garibaldi, in edificio altrettanto nobile dell’epoca, della famiglia Ripandelli. Per breve tempo in locale attiguo a quella che sarà poi la sede storica, già farmacia Antonaglia. Nella foto d’epoca è visibile l’Impronta lasciata sulla porta di quel locale, dall’insegna rimossa. Poi il trasferimento nel 1855 nella sede che il Prof. Luigi Rubino trasforma in un’opera d’arte in stile liberty. L’artista, docente al Real Istituto Tecnico “Gasparrini”, realizza armadio perimetrale con capitelli ionici dorati di particolare eleganza; il soffitto,nel quale domina un giallo dorato, è arricchito da vistose policromie floreali a forma di ghirlande sulle quali si posano nitide farfalle. Sul tutto troneggia il bancone con altrettante composizioni floreali e decorazioni quanto mai raffinate che circondano il caduceo alato.
Per un secolo e mezzo la vita della farmacia si coniuga a quella della città e della sua area. Dallo “speziale” Carlucci giungevano molti dai paesi circostanti, addirittura dai centri viciniori a piedi, per ordinare prodotti galenici preparati nel laboratorio della farmacia, a volte richiesti anche dall’estero. Nel tempo da noi vissuto questa centralità era intorno alla figura del titolare, Don Gennaro, uomo amante della natura e del suo monte Vulture, passione che trasmetteva a tanti. E da altrettanto botanico su quel monte, ricco di piante medicinali, scopriva e raccoglieva le sue erbe rare che trasformava in “miracolosi” sciroppi e pomate. La tradizione prosegue con l’attuale titolare.
Immagini: COPERTINA:L’interno della farmacia Carlucci su pubblicazione dell’Accademia Italiana Storia Farmacie – Il dott. GennaroCarlucci – Foto d’epoca della farmacia, da notare sulla porta accanto l’impronta dell’insegna di precedente insediamento – La farmacia nel presepe.
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