Il Centro Studi Internazionali Lucani del Mondo e lo SVIMAR d’intesa con “Rete Destinazione Sud” ed il Distretto Turistico “Le Terre di Aristeo” si sono messi insieme per condividere con i sindaci della Basilicata una proposta operativa sul turismo delle radici. L’Idea che muove il progetto è di rilanciare l’immagine dell’Italia e di promuovere il Paese attraendo turismo e investimenti, favorendo l’export, gli incontri commerciali e creando collaborazioni stabili con i nostri connazionali. Il Turismo di Ritorno sarà una leva che consentirà, attraverso la promozione delle tradizioni regionali, delle eccellenze, dei borghi e dei territori da dove è partita l’emigrazione, di intercettare i nostri connazionali che sono interessati alla ricerca delle proprie origini e a conoscere l’Italia. Al progetto 2023 Anno del Turismo di Ritorno si collega, per tematismo e sinergie che si stanno attivando, l’iniziativa già programmata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dal titolo 2024 Anno del turismo delle Radici.
Il Centro Studi Internazionale Lucani nel Mondo e la Rete dei partner operativi (formativi e tecnici) hanno sottoscritto già da tempo, un protocollo operativo che punti alla definizione di interventi diretti nei diversi settori che partendo dalla riscoperta delle radici dei nostri lucani emigranti punti al rilancio di “Identità e memoria storica” stante l’alto numero di cittadini emigrati sin dall’inizio del secolo scorso e di quelli iscritti all’AIRE.
E il riferimento al fenomeno migratorio, ci arriva dall’analisi dei dati ufficiali dell’Istat che segna una variazione percentuale della popolazione residente pari al – 2,7% nel 2015 rispetto al 2005, per un totale di 573.694 unità residente e un – 15.786 lucani. Uno stato previsionale che diventa addirittura catastrofico nella previsione a lunga scadenza che porta ad un -7,1 % che in termini assoluti farebbe ridurre la popolazione lucana a 510.920 abitanti. I flussi migratori, uniti all’alto tasso di denatalità, caratteristica tipica dell’intero Paese e non solo del Mezzogiorno, provocheranno infatti lo spostamento verso Nord di forze giovanili in cerca di occupazione in gran parte derivante dall’alto tasso di scolarità specialistico. Immaginare di costruire quindi un percorso di “Identità e memoria storica” non è una utopia, ma una necessità, lavorare cioè contro lo SPOPOLAMENTO vera emergenza delle nostre aree interne. Si tratta di contribuire, significativamente, alla soluzione dei problemi conseguenti allo spopolamento dei nostri territori attraverso una “rigenerazione dei Borghi e delle loro Comunità.” I progetti di rigenerazione sono finalizzati a rendere i Borghi e le loro integrazioni territoriali idonee “destinazioni turistiche” per un “turismo di comunità”, qualificato. Bisogna pertanto stimolare ed intercettare il flusso turistico nazionale ed internazionale con particolare riferimento a quello “di ritorno e delle radici”, ponendo particolare attenzione a tutti i lucani trasferiti all’estero, con l’obiettivo di farli sentire, concretamente, parte attiva del processo rigenerativo.
I promotori dell’iniziativa scrivono ai Sindaci lucani dicendosi “ pronti ad avviare una presentazione del dossier sul Turismo delle radici con attivazione di gemellaggio tra le comunità lucane e susseguenti proposte operative a cura di agenzie viaggi e organizzazioni nostri partner con delegati dei Comuni interessati alla cessione di immobili ed ad una ospitalità diffusa residenziale.