Fratelli d’Italia ha dato una scossa al Governo regionale e tutto fa intuireche non è solo la questione sanità in ballo. Questa è la punta dell’iceberg ,per via del malcontento dell’utenza che è ormai diventato rumoroso e delle proteste della sanità privata per quella pezza di provvedimento che non copre niente, se non quanto già si era speso due anni fa. Alla faccia dello sforzo che si è chiesto in più alle strutture private per diminuire le liste di attesa.! Ma dietro questo argomento, c’è l’insofferenza ormai percepibile verso una situazione politica stagnante nella quale Bardi non osa muovere un dito per paura di far crollare tutto. E questo immobilismo è durato troppo e il principale partito della maggioranza, ora diventato Fratelli d’Italia grazie proprio agli enormi errori fatta dal presidente nell’accettare i passaggi di casacca, fino al punto da confondere ruoli e posizioni, non fa mistero di aspettarsi un chiarimento a tutto tondo e una risistemazione delle posizioni in vista dell’appuntamento elettorale. E proprio alla luce delle aspettative che alcuni in Fratelli d’Italia stanno facendo emergere, la posizione del presidente diventa debole , al punto che non è poi detto che finisca la Legislatura in piedi. Ovviamente la presa di posizione di Fratelli d’Italia non è passata inosservata alle minoranze che da Zullino a Cifarelli, a Leggieri, al segretario di Azione, Pessolano, rimarcano l’inazione del Governo regionale e la contestazione che al presidente viene mossa all’interno della sua stessa maggioranza. “«Ancora una volta- dichiara Zullino– il Presidente Bardi viene sbugiardato dagli esponenti della sua stessa maggioranza dopo le ultime dichiarazioni sul tema della sanità. La posizione dei Senatori, degli Onorevoli, dei Consiglieri regionali e del Presidente del Consiglio nonchè dei commissari provinciali PZ e MT di Fratelli d’Italia fa emergere quanto oramai Bardi non sia in grado di adottare delle scelte condivise che vadano a tutelare gli interessi della collettività. Parliamo di un sistema sanitario che oramai è al totale collasso. Il presidente Bardi smetta di insistere in questa direzione che non porta a nessun risultato, se non a nuovi fallimenti. Ogni giorno che passa, si ritrova ad essere sempre più solo con nuovi pezzi che non condividono il suo operato. Bardi ha già fatto troppi danni e ha mancato troppe volte di rispetto la popolazione lucana, pertanto, faccia un gesto responsabile e rassegni le dimisisoni. E Cifarelli del Pd gli fa eco “ volano stracci nella maggioranza che sorregge Bardi: “Stiamo assistendo ad un siparietto davvero inqualificabile dove il primo partito di maggioranza si permette di commissariare l’assessore leghista alla sanità e soprattutto il Presidente forzista Bardi per manifesta incapacità di governo. Tutto ciò accade alla vigilia dell’approvazione del bilancio regionale rispetto al quale ‘fratellini’ e ‘leghisti del Sud’, attraverso pomposi comunicati stampa, avevano già mostrato i muscoli e messo in mora Bardi per ottenere qualche ‘marchetta’ da sventolare nella ormai imminente campagna elettorale. Per Pessolano di Azione “ da un lato Bardi prova a raccontare una realtà alternativa sui conti della sanità regionale e cerca di sminuire le gravi conseguenze di scelte fatte, che hanno nomi e cognomi, e che stanno ricadendo con durezza sulla vita dei lucani, soprattutto i più fragili; dall’altro questo teatrino delle dichiarazioni a mezzo stampa con cui una parte significativa dell’attuale maggioranza, i meloniani di lotta e di governo, mette in discussione gli atti assunti dalla giunta regionale di cui fa parte con ben due assessori. Se di mezzo non ci fosse la Basilicata, a cui dimostrano di non tenere così come si affannano a dichiarare, ci sarebbe da ridere ma la situazione è talmente grave che non può essere sottovalutata e minimizzata, come pure chi mal governa sta provando a fare”. Dal canto suo ,Leggieri, del movimento 5 Stelle , quello della sanità è un disastro annunciato, vista la velocità degna di una lumaca e le evidenti difficoltà nel prenotare esami e visite diagnostiche e le lunghe ore di attesa nei pronto soccorso. Che dire, inoltre, dell’emigrazione sanitaria per curarsi meglio che, secondo i dati Gimbe è aumentata esponenzialmente fino a costare 62 milioni di euro”. Per il consigliere pentastellato,”la cosa più sconfortante è la mancanza di una linea chiara del ‘sedicente governo del cambiamento’ di centrodestra sulle politiche sanitarie da realizzare su tutto il territorio. Io temo – conclude Leggieri – che quanto verrà pianificato da qui ai prossimi mesi avrà il rancido sapore della propaganda elettorale. Senza visione, senza affrontare in maniera sistematica le tante questioni aperte della sanità regionale, dove si concentra la maggiore spesa e dove, giustamente, si concentrano le maggiori aspettative dei cittadini, costretti ad andare fuori dalla Basilicata per farsi curare il più delle volte. Con un inevitabile depauperamento per tutti”.
BARDI ALLE STRETTE. CAMBIAMENTO O CRISI
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