
PIETRO SIMONETTI
Anche il Tribunale di Potenza, dopo quelli di Catania e Firenze, non ha convalidato la richiesta di detenzione di un migrante presso il Cpr di Palazzo San Gervasio.
Una ennesima decisione che ritiene la normativa non applicabile.
Si tratta dei dispositivi introdotti dal Governo con l’ennesimo decreto legge dopo il naufragio di Cutro e la mancata assistenza in mare.
La pronuncia della Magistratura potentina di fronte ad
un trasferimento al Cpr di Palazzo (capienza di 90 posti) di un migrante in un luogo di detenzione progettato male e gestito peggio, dovrebbe comportare una iniziativa delle forze istituzionali,politiche, sindacali e del volontariato lucano per rivendicare la chiusura del Centro realizzato tra l’altro con il parere contrario della Regione.
un trasferimento al Cpr di Palazzo (capienza di 90 posti) di un migrante in un luogo di detenzione progettato male e gestito peggio, dovrebbe comportare una iniziativa delle forze istituzionali,politiche,La struttura è passata alla crfonaca nazionale negli ultimi anni grazie ai servizi televisivi e giornalistici che hanno documentato le gravi condizioni dei reclusi e la violazione dei diritti umani e civili. Sarebbe il momento di intervenire per eliminare una situazione che tanti conoscono.
Oltre a vigilare sulla gestione privata del Centro e sulla stessa condizione degli operatori pubblici e privati appare necessario interrogarsi anche sull’ultima gara per la gestione e ripercorrere le esperienze in altri territori del Paese.
Da tempo le Autorità’ competenti sono avvertite,compreso i garanti,della situazione.