La proposta di legge “Misure per il potenziamento dello screening di popolazione sul tumore mammario e istituzione del programma di valutazione del rischio per pazienti e famiglie con mutazioni genetiche”, di iniziativa della consigliera Sileo e sottoscritta da tutti i consiglieri regionali, ha ottenuto il via libera all’unanimità dei presenti dalla seconda Commissione Consiliare (Bilancio e Programmazione), presieduta da Luca Braia (Iv-RE). Il provvedimento legislativo è finalizzato a potenziare il programma di screening di popolazione per la diagnosi precoce del tumore della mammella attraverso l’integrazione delle disposizioni amministrative vigenti e alla prevenzione primaria, diagnosi precoce e programmi di sorveglianza clinica e strumentale delle forme eredo-familiari del tumore della mammella e dell’ovaio. Il percorso di screening mammografico, per la fascia d’età compresa tra quaranta e quarantaquattro anni si applica quando i medici di medicina generale analizzano, previo consenso formale, la storia familiare dei propri assistiti per la prima valutazione del rischio. In caso risulti la necessità di approfondimento i medici inviano al Centro senologico territorialmente competente la proposta di val e secondo le modalità utilizzate per la fascia d’età compresa tra quarantacinque e quarantanove anni. “Il programma di Consulenza Genetica Oncologica – viene spiegato nella relazione di accompagnamento alla pdl – è assicurato a tutte le persone affette da tumore della mammella e dell’ovaio o a rischio per una predisposizione di tipo familiare, allo scopo di programmare eventuali misure di sorveglianza clinica e strumentale, nel rispetto delle linee guida nazionali e internazionali”.
SCREENING E VALUTAZIONE RISCHIO GENETICO TUMORE, LA SECONDA COMMISSIONE APPROVA LA LEGGE
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