L’EQUAZIONE VITA-MORTE

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LUCIO TUFANO

È così che la vita si agita, brulica, striscia, ruota, salta, vola, cammina, occhieggia, canta, parla, devasta, uccide, distrugge, esalta, trasfigura, don Giovanni e Falstaff, Jago ed Otello, Faust e Mefistofele, Elena e Maddalena, Beatrice e Margherita, demoni e Dio, l’attimo che fugge, l’eternità che non finisce, fremito, gioia, risveglio, speranza, creazione, amore, dolore, odio, disperazione … tutto un continuo morire. La vita è la morte, ha scritto Claudio Bernard, è fiamma che arde secondo gli antichi, il fenomeno di vita è fenomeno di morte, l’inno della natura che abbellisce e divora se stessa è continua elegia di morte, l’aria che si respira, la molecola che palpita, la cellula che freme, tutto è sinonimo di morte, è antitesi egheliana, Bichat sostiene che la vita è l’insieme delle funzioni che resistono alla morte, la foglia morta è il simbolo della vita che risorge, la metamorfosi della materia, le percettibili arie che spirano da un albero cadente nei palmari di un fanciullo, è colore delle guance, traspirazione delle piante, il respiro di un morente, l’intristire di un fiore appassito, il verde vellutato del muschio, eternità della vita, eternità della morte, “Aequo pulsat pede” (Orazio, Le Odi).
«Potere dei piccoli esseri, dei microcitemici che sopravvivono al diluvio, sorvolano il Colosseo, le Piramidi ed i grattacieli, la esistenza dell’unicellulare non si estingue sin dai tempi della creazione, la vita non si estingue, la vera morte non esiste, è una apparenza, come apparenza è la vita, forma e non sostanza, e l’atomo trionfa …».
La Terra intera si inebria nei suoi mille fulgori di piante e di animali, vive su vaste catacombe … è la teoria di Weissmann per cui la vita è una continuità inscindibile di plasma germinale, un inalvearsi di energie che pas-sano e si perpetuano non affiorando alla superficie, mortalità ed immortalità dell’uomo nell’imperturbabile divenire, come attimo e come eternità.
Ma Bacone ci dice come gli uomini temano la morte alla guisa dei bambini che temono il buio, e come quella naturale paura dei bambini si accresce con fiabe e racconti …
Caldarelli Vincenzo … Poiché la morte è la sposa fedele che subentra all’amante traditrice, non vogliamo rice-verla da intrusa, né fuggire con lei. Troppe volte partimmo senza commiato! Sul punto di varcare in un attimo il tempo, quando pur la memoria di noi si involerà, lasciaci, o Morte, dire al mondo addio … Morte non mi ghermire, ma da lontano annunciati e da amica mi prendi come l’estrema delle mie abitudini, e Roth, ne “Il santo bevitore”: Dio!, concedi a noi bevitori una morte lieve e bella.
E questo perché essa è sempre un patto personale e privato individuale, anche se a ciascuna esistenza corri-spondano milioni di decessi, ed Orazio: “mentre parliamo la nostra età svanisce … tutto il tempo che è passato fino a ieri è finito, il giorno che stiamo vivendo lo dividiamo con la morte”. Walter Chiari: “quando sarò costretto a uscire di scena vorrei che sulla mia lapide si scrivesse: non preoccupatevi è solo sonno arretrato”.
Per Marcel Proust, Albertine, la principessa di Guermantes, e Gilbert suo marito, sono nella poesia, isolati in un sopramondo inaccessibile agli innamorati, rappresentano l’infelicità, la impossibilità dell’appagamento, la negazione totale, fanatica, delle passioni condivise, degli amori senza tormento: «l’esistenza è una disperata tra-versata del deserto, … e dopo la traversata dalle terre aride non ti attende una natura rigogliosa, un universo di voluttà e di luce, ma il traguardo biologico della morte».
E Pietro l’Aretino: «tutto si risolve né le cure che ci portano via il suono de le voci, tutto passa come un sogno».
Gabriele D’Annunzio ci dà l’interpretazione più verace della sua magica visione, la sintesi della buddica Dottrina del Risveglio sulla Morte, il Corpo Astrale, la Luminosa Liberazione, l’Immortalità, le Corrispondenze Radianti, l’Annullamento nella luce, nel mirabile sonetto esoterico de La Chimera, Tristezza di una notte diprimavera:

“Ove tendono li astri in lento coro?
Tendono per la via de l’ombre a’ l giorno,
Anima, ti congiungi a’ raggi loro!
La via de l’ombre sale ad auree porte:
fiumi d’oblio fluiscono d’in torno;
sta sulle soglie fulgida la Morte.” 

Per Frank Kafka, come sostiene Geno Pampaloni, «… l’uomo innocente ci dimostra la sua spietata logica, nes-suna protezione per lui non solo dalla giustizia contro la brutalità degli oppressori sempre più astuti e diabolici, ma neppure dalla propria innocenza. Tra vittima e oppressore si crea una infernale complicità, un sotterraneo e ambiguo scambio di parti. L’uomo di oggi è in preda ad una oscura cupidigia di colpa, che lo ottenebra di fronte a se stesso, lo coinvolge in una identità sempre più smarrita, fuggente e senza riparo … la sua premonizione è la malattia mortale dell’uomo del XX secolo al di là di ogni riferimento storico».

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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