RICORDANDO VINCENZO MARIA SINISCALCHI

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di Michele Strazza

Nel pomeriggio di lunedì 12 febbraio è venuto a mancare, a causa di un improvviso malore, l’avv. Vincenzo Maria Siniscalchi mentre, nella sua Napoli, teneva un discorso appassionato sulla Costituzione al convegno dell’ANPI “Il valore della memoria per costruire un futuro migliore”. Politico, avvocato, giornalista, critico cinematografico, aveva una personalità poliedrica. Lo conobbi 20 anni fa. A febbraio del 2004 avevo scritto su un quotidiano regionale un dettagliato articolo su suo padre Francesco Saverio Siniscalchi, Federale fascista di Potenza nel 1927 e personaggio di spicco dell’avvocatura partenopea. Dopo una sua telefonata nella quale mi aveva manifestato tutto l’apprezzamento per quell’articolo ci vedemmo a Venosa nella sua casa di famiglia. Nel lungo colloquio mi parlò a lungo del padre, consegnandomi alcuni interessanti documenti e invitandomi a proseguire le ricerche storiche sulla figura paterna. Anni dopo pubblicai sul “Giornale di Storia Contemporanea” il saggio Storia di un Federale meridionale: Francesco Saverio Siniscalchi, provvedendo ad inviarne copia all’avvocato. Ci tenemmo sempre in contatto. Più volte lo incontrai a Venosa e a Montecitorio quando, da deputato, presiedette la Giunta della Camera per le autorizzazioni a procedere. Vincenzo Maria Siniscalchi era nato il 7 agosto 1931 a Napoli in una famiglia di origini lucane. Il padre era nato a Venosa, così come il nonno Nicola, anch’egli avvocato ed elettore di Giustino Fortunato con cui era legato da sentimenti di reciproca stima e di amicizia. Alcune sue lettere del grande meridionalista sono state da me pubblicate nel mio volume sugli avvocati lucani dell’Ottocento con prefazione proprio di Vincenzo Maria Siniscalchi, allora componente del Consiglio Superiore della Magistratura. L’avv. Siniscalchi è scomparso a 92 anni dopo una vita ricca di interessi culturali e non solo professionali. Insigne penalista, ha partecipato a processi importanti. Fu legale di Diego Armando Maradona, di Franco Califano, di Tinto Brass e di Michelangelo Antonioni. Nel periodo di Tangentopoli difese Ciriaco De Mita e Vincenzo Scotti. Come avvocato presiedette anche il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli. A livello accademico fu assistente all’Università di Napoli nelle cattedre di Istituzioni di Diritto Romano e di Diritto Penale. Il 22 ottobre 1995 fu eletto deputato nelle elezioni suppletive del collegio “Napoli-Vomero” in rappresentanza della coalizione RC-PDS. Venne rieletto l’anno successivo in quota PDS-Ulivo. Lo stesso avvenne per la Legislatura 2001-2006. Oltre che presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, fu vicepresidente della Commissione speciale anticorruzione e presiedette più volte il Comitato per la legislazione. Terminata l’esperienza politica venne eletto al Consiglio Superiore della Magistratura. Amico personale di Gigi Proietti, fu critico cinematografico, scrivendo sulle pagine culturali di “Paese sera”, del “Mattino” e del “Corriere di Napoli”. Collaborò, altresì, alla realizzazione di film e sceneggiati televisivi, non disdegnando il divertimento di apparire in alcune loro scene. Come giornalista pubblicista è stato più volte eletto nel Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti dove ha ricoperto il ruolo di componente della Giunta nazionale. La stima e l’amicizia di cui mi ha fatto dono in questi anni mi hanno sempre spronato a mantenere, come mi disse una volta, “la schiena diritta” nella vita professionale. Nella prefazione citata al mio volume sugli avvocati lucani volle sottolinearne, prima della competenza tecnica, la caratteristica di uomini di cultura, protagonisti del proprio tempo, amanti della libertà, contraddistinti da un fondamentale elemento valoriale, quello della coerenza e del rigore etico. E l’avvocato Vincenzo Maria Siniscalchi è stato davvero tutto questo, con la passione politica, la curiosità culturale e la competenza forense. In un mondo in cui ha ormai vinto la banalità e le vuote apparizioni, ha dimostrato che solo la cultura crea veri politici e veri avvocati.

“Ave atque vale”. Salute e addio avvocato Vincenzo Maria Siniscalchi.

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Sull' Autore

Michele Strazza. Giurista e storico, ha pubblicato numerose ricerche. È docente di “Diritto internazionale” presso il corso di laurea in Mediazione Linguistica e Culturale dell’Istituto universitario SSML della Basilicata dove ha anche insegnato “Diritto dell’Unione Europea”. Avvocato ed esperto in International Law and Human Rights, lavora presso l’Ufficio legislativo del Consiglio regionale della Basilicata ed è membro dell’Associazione Italiana Giuristi Europei, referente per l’Italia della Fédération Internationale de Droit Européen. La sua produzione ha ricevuto vari riconoscimenti tra cui il Premio Internazionale UCSA per la saggistica storica e la segnalazione speciale al Premio Basilicata nel 2007. E ‘membro del Centro Interuniversitario di Storia Culturale, formato dalle Università di Bologna, Padova, Pisa, Venezia e Verona e di altri organismi scientifici. Suoi lavori sono apparsi su prestigiose riviste nazionali e internazionali. Ha insegnato anche “Istituzioni giuridiche e politiche contemporanee” presso l’Università degli Studi della Basilicata e ha fatto parte della Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea (SISSCO) e della Società per gli Studi di Storia delle Istituzioni, Le sue ricerche sulla violenza di genere nel mondo contemporaneo sono state apprezzate da diverse organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti umani. I suoi libri sono presenti nelle più importanti biblioteche europee ed americane come quelle della Columbia University, della Stanford University, delle Università di Tubinga, Yale e Harvard. Suoi testi sono stati acquisiti anche dalla Biblioteca americana del Congresso e dall’Holocaust Memorial Museum di Washington, oltre che dalla British Library di Londra e dalla Berkeley Library.

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