CERCASI SANTO PER I CONDOMINI

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CATERINA ARRIGONI CERCASI SANT CONDOMINI

CATERINA ARRIGONI

Il nuovo grave evento sismico che ha interessato il Centro Italia riporta alla attenzione il problema di come manutenere e consolidare il tessuto edilizio esistente, la gran parte del quale originato prima degli anni sessanta e quindi in assenza di normeativa idonea. Il tema principale è individuare con esattezza un gestore collettivo, dando compiti e responsabilità. Caterina Arrigoni paprla della legge sui condominii e della necessità di farla applicare, perchè come tante leggi italiane ,anche questa è senza sanzioni importanti. T.L.

La legge 220/2012 , entrata in vigore il 18 giugno 2013, è quella che ha introdotto nuove  regole per la gestione del Condominio, attribuendo più poteri all’assemblea dei condomini, più autonomia per alcune scelte individuali e più obblighi per l’amministratore, imponendo a quest’ultimo maggiore trasparenza nella gestione finanziaria. In più,nelle legge di stabilità, è entrata la modifica che permette ai condomini organizzati, e non solo ai singoli proprietari, di effettuare la ristrutturazione ripartendo tra i soggetti interessati il beneficio del rimborso fiscale in dieci anni.

Una riforma epocale, perché per 70 anni questa materia è stata disciplinata solo da una ventina di articoli del codice civile.

Dunque, una legge necessaria, ma che deve essere conosciuta e soprattutto osservata, come tutte le altre!

In realtà basterebbe già la conoscenza della nostra grande Costituzione per poter vivere civilmente, laddove Essa parla di diritti e doveri, di rispetto della dignità e delle libertà di ciascuno, e condanna  tutto ciò che offende la comune morale o il vivere civile.

Comunque, la legge c’è ed è una garanzia in più, che ci consente il sereno e pieno godimento della nostra proprietà, ma anche la tutela  delle parti di proprietà  in comune con tutti gli altri inquilini dell’edificio.

Sulla base di quella legge, l’assemblea condominiale fa il suo regolamento, così ogni inquilino saprà  addirittura, in quali orari potrà sbattere il tappetoo stendere il bucato, tutto, proprio tutto quel che serve per non infastidire e non essere infastiditi!

Certo, ho sempre sostenuto con convinzione che la persona civile non ha bisogno di leggerle quelle regole, le ha già dentro, sa bene cosa può disturbare o offendere chi gli sta sotto o accanto, con cui si incontra ogni mattina, a cui rivolge il primo saluto, ma è anche vero che se una regola non è scritta, non si può opporla e contestarne la mancata osservanza a chi preferisce ignorarla.

Ma, nonostante i regolamenti e le regole scritte, esiste un motivo di grande preoccupazione per chi in questa legge ci crede e la osserva, ed è la “strafottenza” dei condomini, che può superare  ed essere più grave del  disinteresse dell’amministratore.

Durante le riunioni, quando si riesce a farne una, (a volte passano anni) ,c’è un’attenzione esagerata ed ipocrita a non parlare chiaramente e apertamente dei comportamenti scorretti dei coinquilini, e se qualcuno lo fa, si apre un conflitto personale che può anche finire male, nel caso in cui si tratti di prepotenti e attacca brighe.

Per questo, ho paura che anche la legge di cui si tratta, come tante altre, resterà inapplicata se non si azioneranno i meccanismi sanzionatori dalla stessa previsti, per obbligare tutti ad osservarla.

Ci sono città in cui gli esterni degli edifici non vengono curati,( purtroppo Potenza è una di quelle), perché non si riesce a far capire a qualcuno che ci abita, che “decoro” non significa  lusso degli interni, ma proprio la cura di ciò che si vede quando si entra in una città,che viene fotografato nei servizi giornalistici o riportato nelle riviste!

L’umidità di cui alcuni appartamenti soffrono, che viene definita tecnicamente “Muffa”, non deve essere subita da chi ci vive, né essere causa di gravi malattie per chi ci abita, perché essa dipende da un difetto di costruzione del palazzo, e dunque, va risolta con l’impegno civile ed economico di tutti!!!

Nella Bari vecchia, tanti anni fa, esistevano tuguri umidi e scuri che non meritavano di essere definiti case, che erano abitate da  anziani con figli e nipoti, ammucchiati per disperazione, perché non potevano permettersi altro. Ebbene, in primavera, i muri esterni di quei tuguri venivano regolarmente ridipinti di bianco dagli stessi abitanti, ai quali ogni passante poteva fare un’offerta, per ringraziarli di aver mantenuto il “decoro” di quella parte della città così vicina alla cattedrale di San Nicola, tanto venerato dai Baresi.

Dovremmo forse avere tutti un Santo vicino, per ottenere un maggior decoro nella nostra città!!!

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Sull' Autore

Laureata in Scienze Politiche presso Università di Bari. Diplomata presso Trinity College sede di Bari. Esperta in legislazione sociale. Docente presso Scuola Euroamericana di Bari Direttore/Coordinatore amministrativo MCTC Potenza Rappresentante legale contenzioso pensionistico presso la Corte dei Conti Esaminatrice patenti A/B/C/CQC Esperta Autotrasporto persone e cose nazionale e internazionale presso CMR Responsabile servizi di Polizia Stradale Docente di "Sicurezza Stradale" presso le Scuole di istruzione secondaria di Potenza e Provincia.

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