TELESCA , SMALDONE E IL GIRO LARGO DI UN FALSO CIVISMO

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Come cittadino non posso che augurare a questa neonata Giunta comunale di Potenza di operare bene e di mantenere le promesse fatte di miglioramento complessivo della vita cittadina, di buon funzionamento dei servizi e di realizzazione di quelle opere che da tempo vengono evidenziate come essenziali per   il buon vivere comune. Sorreggono questo auspicio le qualità di buon amministratore che il Sindaco Telesca, oggettivamente, ha già saputo mostrare come consigliere e presidente di Commissione , portando nel suo lavoro serietà, capacità di ascolto e concretezza decisionale, al punto che già da tempo  molti ne auspicavano la candidatura a Primo cittadino, ritenendola vincente, così come è avvenuto. Ciononostante non posso tacere per la delusione che anche questa conclusione di campagna elettorale ha portato nell’animo di chi, come me, auspicava un sano distacco dalle logiche di partito e un percorso tutto nuovo, in nome di un civismo che era esploso in città  interpretando il bisogno di rinnovamento della politica, sia negli uomini che nei comportamenti . Fenomeno non nuovo e che riprendeva quella speranza sorta già alle regionali con l’entrata in campo di Chiorazzo,  che tante aspettative aveva creato come movimento nato dal basso e che rompeva con l’oppressione di un partitismo asfissiante ,unicamente indirizzato a seguire logiche nazionali e ad applicarne le decisioni, indipendentemente dal pensiero dei cittadini elettori. Ancora più di Chiorazzo, l’iniziativa di Smaldone era stata preparata da tempo e costruita nei rioni, ascoltando la gente e coinvolgendola in una kermesse elettorale entusiasmante ed avvincente.  Per Basilicata casa comune, il giudizio è sospeso, per via di vicende personali che hanno interessato il suo leader e che lo hanno sottratto alla politica per molti giorni. Per il movimento costruito da Smaldone  il giudizio che sta salendo dalla città è che ha gestito malissimo quel potenziale di consensi che si era costruito, ha scontentato i suoi elettori ed ancora più quelli che si sono presentati a suo sostegno nelle tre liste che lo appoggiavano . Già il rinunciare all’apparentamento è sembrato una generosità costruita sulla pelle degli altri e segnatamente di chi si era sobbarcato l’onere di andare a trovare i voti per quelle liste. L’avevamo giustificato con un intento alto di far prevalere la massima unità di governo comunale in nome di scelte da fare determinanti e  convincenti, che oltrepassassero  le prassi fino ad allora seguite dai partiti e creassero il fatto nuovo di un Esecutivo di grande profilo e in grado di portare benefici per tutti, anche per quelli che erano stati sacrificati in questa avventura. Invece abbiamo assistito al solito  rituale di spartizione , in cui più che alla qualità delle persone si è guardato alla vicinanza delle stesse ai capi lista : il Sindaco Telesca , che pure era partito professandosi un convertito al civismo, si è assicurato di accontentare la sua nomenklatura di riferimento del Pd ( De Filippo, Speranza e Margiotta) , togliendo la parola ufficiale a quel partito che pure aveva lavorato, e come!,  per il succeso generale. Smaldone ha agito nella stessa maniera prima mettendosi il suo fidato uomo che aveva animato la  campagna elettorale e poi dando una mano ad uno spezzone del Pd che si era tatticamente rifugiato nelle liste di Smaldone perché non trovava posto in quella predisposta dal partito.   La conclusione è che quella che doveva essere una autostrada verso un governo municipale gradito accettato e sostenuto da una larga maggioranza di popolo è diventato un pantano nel quale anche questa esperienza rischia di sprofondare. Basta questo per dire che il civismo è morto? No, non sarebbe giusto dirlo. Ci sono associazioni che da anni lavorano per portare la voce dei cittadini alla ribalta pubblica e  che si sotraggono alla suggestione del voto così come purtroppo ci sono esperienze di personalizzazione della politica che si sono strumentalmente  ammantate di  civismo ( Telesca da un lato e Smaldone dall’altro) per tutto il percorso che  li portava a piazza del Sedile, e che , al dunque, hanno dimostrato di non saper  fare altro che emulare le peggiori prassi dei partiti. E tra i partiti che non riescono a riavvicinarsi ai cittadini e le furbate di coloro che , facendo il giro largo del civismo  si riducono a portare acqua al mulino di partenza, francamente la speranza di tradurre la volontà del popolo lucano in vere esperienze di autogestione si stanno spegnendo. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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