QUANDO TUTTI I GATTI SONO GRIGI: L’INVIDIA SOCIALE

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Caterina Arrigoni, con la sua profonda capacità di analisi e con l’obiettività di chi, venendo da fuori, ha uno sguardo  d’insieme, ha messo il punto su alcuni degli atteggiamenti e dei comportamenti che influscono nelle dinamiche sociali e condizionano, in positivo o negativo, il percorso di sviluppo di una comunita. I vizi e le virtù di un popolo sono fattori importanti per la crescita generale: la capacità o meno di mettersi insieme, la propensione a non riconoscere il valore degli altri, la diffidenza, l’invidia sociale. Non è vero che siamo tutti uguali e non è vero sopratutto in Basilicata dove l’incrocio di popoli diversi ha fatto sì che ogni territorio prendesse linfa  da radici peculiari del tutto originali, con le difficoltà a riconoscersi negli altri, a socializzare, ad unirsi, ma anche con pregi enormi, quali la capacità di sacrificio, la determinazione, il coraggio. Partono da qui una serie di articoli che aiutano a guardarsi nello specchio, per mettere a frutto le nostre potenzialità, frenare i nostri difetti ed esorcizzare le nostre paure. La speranza è di suscitare un dibattito ampi, magari con l’aiuto di professionalità che dovrebbero maggiormente socializzare le loro conoscenze e non limitarle alle prestazioni professionali. C’è in ognuno di noi un ruolo pubblico, un ruolo sociale che va onorato. Rocco Rosa

CATERINA ARRIGONI

CATERINA ARRIGONI

Può darsi che lui sia il meno titolato a parlare, ciononostante Briatore non ha torto quando tra i mali della società italiana mette anche quello dell’invidia sociale. Qualunque possa esserne la giustificazione, l’invidia  è sovente la misura dell’insuccesso,il rammarico che si prova per il benessere altrui, il desiderio frustrato di ciò che non si è potuto raggiungere, ma che altri, in condizioni apparentemente analoghe, hanno raggiunto con manifesto successo. 

L’invidioso soffre, è triste, perché la gloria e l’eccellenza dell’invidiato riducono la sua credibilità. E la sua sofferenza si risolve in odio, maldicenza e diffamazione verso l’invidiato.  Qualche volta questo sentimento trabocca e può diventare un’ossessione.

Si dice che l’invidia sia un fatto femminile, che nasca dall’insicurezza delle donne, e sia tipica delle signore poco avvenenti con il loro desiderio insoddisfatto di raggiungere particolari canoni di bellezza.

Sono noti, invece, casi di invidia maschile nei confronti di coloro che fanno una bella carriera o che hanno un particolare successo con le donne.

Comunque sia, a prescindere dai livelli patologici che può raggiungere l’invidia mi chiedo se qualche responsabilità non si debba attribuire alla facilità con la quale certe notizie, soprattutto quelle private, quindi non necessariamente soggette alla trasparenza, vengono divulgate e commentate sui social. 

Perché, a volte, proprio sui social, si fanno considerazioni senza avere cognizione di causa, galvanizzati da una presunta libertà che sconfina nell’arbitrio, nella diffamazione, nell’invasione della sfera privata. E va anche detto che in qualche caso, specie al Sud, una società che non si muove in maniera meritocratica e che non premia i migliori, diventa un forte alimentatore di rancori che si sfogano in maniera generalizzata, senza nessun distinguo tra chi una cosa l’ha meritata e chi no. Moltitudini di improvvisati opinionisti ci convincono ad esprimere pareri che combacino con i loro, spesso anche su false notizie, facendoci credere di appartenere ad una maggioranza e rendendoci così più temerari. E a volte anche incoscienti, inducendoci a colpire qualcuno che conosciamo o, peggio ancora, che non conosciamo!  

Una società positiva combatte contro le ingiustizie, ma le individua caso per caso, enucleandole nello specifico e non generalizzandole. E soprattutto sa portare al ragionamento esempi positivi insieme a quelli negativi. Chi invece mette tutti nello stesso sacco è perché o non ha argomenti oppure non ha la capacità di proporre, e trova più comodo nascondere le proprie delusioni, le proprie sconfitte dietro la nube nera della invidia. Impariamo a vedere dunque che cosa c’è dietro il successo di ognuno: se c’è o meno fatica, se c’è sacrificio, se c’è preparazione, se c’è ingegno. Quando c’è tutto questo, e lo si riconosce, si da a tutti, anche sui social, un contributo alla crescita. Dire che tutti i gatti sono grigi è nascondere solo l’incapacità di distinguere. 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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