Che silenzio.
A Potenza le trincee ormai sono vuote, la terra di nessuno resta deserta e vuota, sono finiti gli attacchi e i contrattacchi alla ricerca della conquista/difesa di un metro di spazio politico in più.
La guerra è finita.
Si aggirano famelici tra le postazioni sconvolte e abbandonate solo topi in cerca di qualche ultima carogna da rosicchiare, nelle vie del centro sfilano in parata i vincitori seguiti dalle loro truppe e preceduti da ex avversari che lanciano fiori nella speranza di non perdere privilegi o di limitare i danni.
Ma è stata davvero una guerra quella che si è combattuta per la conquista del capoluogo lucano?
La “sinistra lucana”, a livello istituzionale, ha due teste, è governata e plasmata da due imprenditori e vede la competizione tra due ex strateghi del potere politico regionale per inserirsi e formare un triumvirato. Al momento, l’unico dei due dotato di una sua propria base elettorale è assiso al fianco del Generale Bardi.
L’altro aspirante alla carica di triumviro (già ministro della Repubblica) essendo privo di adeguata base elettorale in Basilicata, continua nella sua finora fortunata politica simbiotica legandosi a chi vince, pronto a sacrificare ideali (se mai ci sono stati) e persone (basterebbe vedere che fine hanno fatti i rappresentanti di area eletti nelle nomine in Giunta a Potenza), per continuare ad esistere e a esercitare un potere sotterraneo attraverso i suoi estimatori.
Gli unici ad aver espresso obiezioni politiche al nuovo corso, manifestando chiaramente il disagio personale e politico per l’esplicita contraddizione tra il fatto e il proclamato, mostrando imbarazzo per i contorcimenti cui è costretta a ricorrere la loro parte politica per giustificare l’ingiustificabile, sono stati oggettivamente l’ex Sindaco di Potenza Santarsiero e il ri-neo-Consigliere Regionale Lacorazza.
Seguendo il perfetto manuale della propaganda a sinistra, i nuovi emergenti hanno subito liquidato le critiche tenendosi ben lontano dal merito e tacciando l’ex Sindaco di rancore, degradando le sue contestazioni politiche (almeno quelle espresse pubblicamente) a sfoghi rancorosi di un ex-potente.
Lacorazza che è l’unico ad aver lavorato politicamente per costruire la sua chances regionale, non sembra coagulare attorno a sé consenso. Appare in preda ad una fase di iperattivismo dichiaratorio dal quale non resta che augurargli di trarre profitto politico anche se, notoriamente, il primo della classe non è quasi mai il più simpatico.
In tutto questo ciò che fa veramente sbellicare dalle risate è la posizione della cosiddetta “Intellighenzia” di sinistra, si amici miei, mi riferisco proprio a voi, ai critici, agli indignati, ai citatori a corrente alternata di Che Guevara, Fidel Castro, agli orfani del buon vecchio partito comunista, ai Venceremos! Agli irriducibili censori delle altrui incoerenze, a quelli con la costante puzzetta sotto al naso, convinti di essere migliori.
Tutti silenti.
Una parte di loro applaude di tanto in tanto al loro beniamino di riferimento, facendo finta di dimenticare con chi è sottobraccio al potere, facendo finta di non aver visto le cose che già sono accadute e pensando di potersi tirare fuori ostentando indifferenza.
Quanta ipocrisia!
I topolini sono tutti al lavoro per cercare di guadagnarsi una piccola crosta di formaggio.
Nel mentre le cronache locali somigliano tantissimo alla parodia che Guzzanti faceva del TG4 di Fede subito dopo l’ascesa al potere del defunto Cavaliere.
Gli indignati di allora non ridono più di gusto, quelli che pur di parlar male del Cavaliere e di Emilio Fede erano pronti a spellarsi le mani dietro un Giorgio Bocca (exFascista e Razzista padano tra i peggiori) oggi fanno finta di nulla.
Chi io? Ma io leggo solo il Corriere della sera! Io? Ma per carità io solo il domenicale del Sole24 ore!
Sul fatto che due su tre dei giornali locali siano diventati oramai enclavi a senso unico, di cui una direttamente nelle mani di uno degli attori/editori della situazione politica lucana e potentina niente da dire. Gli esperti di conflitto di interesse di un tempo hanno perso il loro proverbiale fiuto.
In compenso sono generosi di pipponi sulla Cultura e su cosa dobbiamo intendere con essa, su cosa sia utile e cosa da mettere all’indice, salvo poi tacere su certi “stati generali” da operetta messi in piedi da chi confonde cultura e consenso da sempre.
Silenzio. Anzi peggio, guai a chi parla! L’intimidazione e il tentativo di imbavagliare le voci è tutta nelle risposte di chi davanti alle critiche rifiuta il merito e preferisce liquidare gli altri con il metodo dell’offesa e della denigrazione personale.
Non vi siete accorti neanche di questo? Poveri cari.
Hasta la victoria siempre… A no, scusate, non si usa più. Come di dice adesso? Ah già.
A lu vostr’ e, ovviamente, U Putenza è semb’ nu squadron.