LA RADIO E LE RADIO DA MARCONI AD OGGI

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Giovanni Benedetto

 

Si è conclusa, nella sala Inguscio della Regione Basilicata, l’ evento organizzato in ricordo dei 150 anni della nascita di Guglielmo Marconi.
L’evento è stato patrocinato dalla Regione Basilicata e dalle sede Rai della Basilicata.La manifestazione si è articolata in una mostra di radio d’epoca molto suggestiva e che ha riscosso l’apprezzamento dei visitatori, giovani sopratutto. Nella mattinata di ieri poi si è discusso sul tema  ” le onde radio in Basilicata “con l’intervento di molti protagonisti. In quest’ambito si è parlato dello sviluppo  della rete radio della Rai in Basilicata , dall’inaugurazione del l 1959 ai giorni nostri. Una evoluzione costante, da quando, in mancanza di trasmettitori, ci si arrangiava con le trasmissioni con due apaprati in onda media, fino a metà degli anni settanta quando il territorio regionale fu servito dai ripetitori, salvo zone marginali e di difficile accesso.
Basti dire che per diffondere il Corriere della Basilicata i trasmettitori pugliesi irradiavano alle 14,00 il corriere della Puglia e a seguire quello della Basilicata. Dalla metà degli anni settanta si regionalizzo’ la rete a modulazione di frequenza con l’installazione di tre potenti trasmettitori a Monte Pierfaone, rendendo in tal modo la rete Mf regionale autonoma.
Nello stesso periodo un provvedimento della Corte Costituzionale liberalizzo’ l’etere e le radio pirata uscirono dalla clandestinità creando un vero e proprio far west delle frequenze. Assegnate senza una programmazione, ogni radio che nasceva piantava un palo, un’antenna e un trasmettitore, e si  irradiava sulla prima frequenza libera.
Questo modo, fai da te, influiì negativamenet  sulla qualità del servizio , causando conflitti continui tra i gestori delle radio per le interferenze che l’uso incontrollato delle frequenze  generavano.
Il far West delle frequenze è continuato per decenni, disturbando notevolmente le trasmissioni del servizio pubblico radiofonico e televisivo. Ma fu anche un periodo creativo, grazie al notevole fermento  che si registrava intorno a ciascuna radio privata :  gruppi di giovani che scoprirono la bellezza della radio e le opportunità che offriva loro per comunicare con la gente, per offrire parole e musica e regalare momenti di leggerezza e ilarità.
Imitando la trasmissione RAI, ” chiamate Roma 3131″  le emittenti private si tuffavano anch’esse nell’interattività con i radioascoltatori  dando loro la possibilità di telefonare nel corso dei programmi con  opinioni e commenti, oppure offrendo la possibilità di scegliere brani musicali di loro gradimento. Molte  radio cominciarono così a impostare palinsesti dedicati a fasce di utenza ben precise, agganciando la  programmazione a tematiche musicali (Rock, musica italiana, folklore locale etc.) o sociali (politica in primis).
Un servizio alternativo che al contrario del servizio pubblico, ingessato per  missione e regole proprie, rendevano molto agile l’ascolto per la presenza di prossimità e il contatto con la gente.
La sopravvivenza della radio inizialmente fu minata dalla nascita della televisione e superò molto bene il confronto.
Adesso ci sarà un altro salto tecnologico della radio broadcast e  cioè il Dab: la radio digitale di qualità superiore che mandera’ in soffitta la radio analogica.
Contestualmente, a contendere il primato della radio, sono nate altre piattaforme sui social e sul web che trasportano contenuti audio e video confezionati diversamente.
Riuscirà nel prossimo futuro, la Radio analogica ma soprattutto quella digitale a mantenere lo spazio che si è conquistato da un secolo di vita, da quando Guglielmo Marconi portò il segnale radio nel Mondo.?

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Sull' Autore

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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