L’IMPIANTO DI MASSERIA ROMANIELLO NON E’ IN LINEA CON LA NUOVA DIRETTIVA E DEVE ESSERE ADEGUATO ENTRO IL 2026

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Da qualsiasi parte la si veda la questione del Camastra energe con tutta evidenza l’inadeguatezza della risposta che la Regione sta dando  alla vicenda, effetto di un colpevole ritardo nell’assumere responsabilità e di un approccio poco scientifico nelle decisioni operative.  Il problema di prelevare acque del Basento per immetterle nel circuito idrico della Camastra sembra una mossa azzardata sia per la situazione di degrado in cui il fiume vive, ancora oggetto di sversamenti incontrollati e di inquinamenti derivanti da falde compromesse, sia sopratutto per la capacità del depuratore di Masseria Romaniello a far fronte ad un efficace processo di potabilizzazione. Le caratteristiche dell’impianto di potabilizzazione  non rispondono alle normative più recenti, in particolare per quanto riguarda la rticerca dei Pfas.. Esse si basano sul rispetto della decreto legislativo del 2001 e non sono coerenti con la nuova direttiva  europea 2020/2184, recepita in Italia il 21 marzo 2023 ed entrata in vigore col DL 18/2023, ma che dà tempo fino a gennaio 26 alle regioni di adeguare gli impianti al nuovo contesto legislativo.  Questa la scheda tecnica dell’impianto allo stato attuale:

L’impianto è ubicato a quota 930 metri sul livello medio del mare in Località Masseria Romaniello a Potenza, potabilizza l’acqua del torrente Camastra e ha una potenzialità produttiva di 1.050 litri al secondo. Costruito negli anni dal 1983 al 1986, è entrato in esercizio nel maggio 1986 quando, l’acqua prodotta, è stata immessa in rete dal serbatoio di accumulo dell’acqua potabile di Masseria Romaniello. L’acqua grezza, invasata nella diga del Camastra in località Ponte Fontanella nel comune di Trivigno (PZ), è sollevata da idoneo impianto di sollevamento mediante tubazione della lunghezza di circa 23 Km e del diametro di 850 mm. L’acqua grezza sollevata giunge presso il potabilizzatore del Camastra in un vasca di accumulo della capacità di 40.000 metri cubi dove si separano le particelle grossolane sedimentabili per gravità ed ha inizio il processo di potabilizzazione. Da detta vasca di accumulo l’acqua viene inviata, mediante un torrino di ripartizione, ai tre chiariflocculatori, ciascuno della capienza di 2500 mc, L’acqua chiarificata è inviata quindi alla filtrazione mediante apposito canale di raccolta che alimenta 12 filtri a sabbia quarzifera, rapidi a gravità, aventi spessore del letto filtrante di circa 90 cm. Tutta la superficie dei chiariflocculatori e dei filtri di circa 100 metri per 50 metri è stata coperta con struttura ad arco a tre cerniere in legno lamellare per assicurare il continuo e regolare funzionamento dell’impianto di potabilizzazione con qualsiasi condizione climatica e di ventilazione. L’acqua filtrata viene poi accumulata in apposita vasca e inviata alla filtrazione su carboni attivi granulari (GAC). Dopo la filtrazione su carboni attivi, l’acqua a mezzo di apposita tubazione, previa disinfezione finale viene inviata al serbatoio di accumulo acqua potabile della capienza di 40.000 mc e suddiviso in due vasche distinte, ciascuna della capienza di 20.000 mc.  L’impianto è fornito di un sistema di automazione e controllo delle varie sezioni impiantistiche e di una stazione di filtrazione su carbone granulare realizzata sin dall’anno  2001 che permette il controllo dei sottoprodotti della
disinfezione ai fini del D.Lgs 31/01 e il miglioramento delle caratteristiche organolettiche dell’acqua. L’acqua potabile prodotta dal potabilizzatore del Camastra alimenta l’Acquedotto Basento – Camastra che distribuisce acqua potabile a circa 30 comuni della provincia di Potenza nonché al capoluogo di Regione L’intero impianto si estende su una superficie di circa 9 ettari completamente recintata e comprende diversi edifici civili ed industriali.

Ora , che si proceda a convogliare l’acqua del Basento nell’impianto, contando sul fatto che è stato fato tempo alle regioni di apportare le modifiche necessarie a soddisfare pienamente le esigenze del consumo umano, è tecnicamente possibile ma non scioglie il dubbio sulla effettiva qualità alimentare da metetre a disposizione delle famiglie . Un atto dettato è vero dall’urgenza e dalla incombenza di una situazione di gravità assoluta, ma che rischia un rifiuto delle famiglie ad approvvigionarsi in questo modo della risorsa. E’ stato giusto , per la verità,  munirsi di una competenza altamente professionale come il responsabile dell’istituto di sanità perchè possa consigliare il da farsi, ma è evidente che ogni risposta devbe fare conto delle norme esistenti e non di quelle che sono state dettate a maggiore tutela della salute dei cittadini.  Come dire, è legalmente potabile!  La fantasia degli italiani è inarrivabile! Speriamo nelle piogge . r.r.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

2 commenti

  1. Vincenzo Rosciano il

    Il Presidente Bardi ha detto nell’intervista che ora bisogna essere rassicuranti verso i cittadini, io invece credo che ci sia bisogno di certezze che l’acqua del basento possa essere utilizzata dopo la potabilizzazione, ebbene affinché ci sia certezza invito il Presidente in primis, e tutti gli altri rappresentanti delle istituzioni ad essere i primi a farne uso attraverso un filmato pubblico da cui si evince la bontà dell’acqua. In conclusione prima di darla da bere a noi la diano da bere a loro stessi.
    E mi chiedo perché, dal 21 marzo 2019 ad oggi, anno in cui l’ufficio tecnico di Napoli ha comunicato all’ente gestore dighe di svuotare la diga del camastra, la giunta regionale presieduta dall’attuale presidente bardi non ha adottato i provvedimenti necessari tesi a scongiurare l’attuale situazione, oggi, dopo ben 6 anni di incuria lamenta che nessuno ha mai proposto nulla?

    • A prescindere dalla potabilità delle acque del Basento, i cittadini dei 29 comuni interessati che hanno da sempre bevuto acqua di rubinetto perché pura, potranno mai rassegnarsi a bere quella del Basento sapendo della ricchezza della nostra regione e che il 70 % si disperde ?

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