In Emilia ed in Umbria il civismo ha rappresentato l’ultimo argine contro il galoppante astensionismo. Che è arrivato a percentuali impressionanti e tali da interrogare seriamente la classe politica sui modi per ridare vitalità alla rappresentanza, convincendo i tanti delusi a recarsi al seggio elettorale. Non è un tema da poco e ci vorrebbe un’assunzione di responsabilità da parte di tutti, perché se si scende al di sotto di questi livelli vuol dire che la democrazia è seriamente compromessa e il potere non diventa espressione di tutti ma privilegio di pochi . In entrambe le regioni il civismo ha evitato la disfatta della politica, portando quel tanto ( dal 7 al 10 per cento) che è servito a salvare la faccia di entrambe le coalizioni. Se c’era bisogno di una ulteriore prova della necessità di dare prospettiva a questa terza via tra le due coalizioni, questa è venuta chiara e forte, rimettendo al centro il bisogno di dare maggiore voce ai cittadini delusi da una politica che ha abbassato il suo tasso di idealità. Un messaggio che non coglie impreparata la Basilicata dove in questi giorni si registra finalmente un cambio di passo di Basilicata Casa Comune, la forza civica che era entrata prepotentemente nell’agone elettorale regionale e che ne è uscita con una buona rappresentanza consiliare, salvo poi spegnere i motori quando nessuno se lo aspettava. Ci sono volute le dimissioni del coordinatore politico Monaco, per far capire che quella esperienza non poteva finire in una resa al sistema dei partiti e da allora sembra che il capo del Movimento, Angelo Chiorazzo, si sia finalmente convinto a rimettersi in un cammino solitario ed autonomo per dare voce alla gente di Basilicata . Lo dimostra la convocazione di un’assemblea del movimento per i primi di dicembre, che presumibilmente segnerà la ripartenza dell’azione politica di basilicata casa Comune. La stessa cosa non si può dire ancora dell’altra esperienza civica che pure ha rappresentato un momento di vitalità nell’elettorato potentino, quella che fa capo alì’attuale Presidente del Consiglio comunale, Pierluigi Smaldone, la cui convergenza acritica verso la strategia di Telesca siglata da un accordo elettorale senza apparentamento formale, ha scontentato tante persone che hanno lavorato sodo al primo turno per il successo del civismo a Potenza senza raccogliere risultati. Qui bisognerà vedere come va a finire e se c’è ancora benzina nel motore della proposta politica di Smaldone. Va invece a gonfie vele l’altra espressione del movimento civico, quel medinlucania , di Dino Nicolia ,che non si è presentato alle elezioni regionali perché non si sentiva ancora pronto, ma che da allora ha compiuto passi da gigante espandendosi in regione e fuori regione, prendendo accordi con altre formazioni civiche meridionali e predisponendo un vasto programma di approfondimento dei temi che riguardano direttamente il futuro della Basilicata. Il problema vero che riguarderà queste formazioni sarà quello di non partecipare solamente a coalizioni larghe per spuntare qualche consigliere ma di porre le condizioni per un cambiamento e un rinnovamento delle stesse forze politiche tradiizonali , e un loro nuovo ancoraggio ai valori di moralità, di sobrietà e di perseguimento del bene comune. Una operazione di affiancamento e di tutoraggio dei principali partiti nel ritrovare una funzione persa in un’orgia di competizione personalistica che ha superato ogni limite. Rocco Rosa
EMILIA ED UMBRIA , QUELLO CHE IL CIVISMO HA DETTO ED HA DATO
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